Vai al contenuto
FIDES VIVA
Illustrazione: Atti degli Apostoli 26
Illustrazione Fides Viva da James Thornhill, «St Paul before Agrippa» · opera originale

Martini

Atti degli Apostoli 26

Paolo fa sue difese innanzi ad Agrippa, raccontando per ordine la sua conversione a Cristo, e dimostrando, come protetto da Dio aveva predicato a' Giudei, ed a' Gentili; e dicendo Festo, che egli per troppo sapere dava in pazzie, Paolo gli risponde, e desidera a tutti, che diventino Cristiani. Agrippa dice, che egli poteva essere liberato, se non avesse appellato a Cesare.

1Agrippa perciò disse a Paolo: Ti è permesso di parlare per te stesso. Allora Paolo stesa la mano principiò a far sua difesa. 2Io mi stimo fortunato, o re Agrippa, perché sono per dir mia ragione quest'oggi alla tua presenza su tutti i capi, ond'io sono accusato da' Giudei. 3Massimamente essendo tu conoscitore di tutte le consuetudini, e questioni, che sono tra gli Ebrei; per la qual cosa ti prego di udirmi pazientemente.

4E quanto alla vita, che io ho menato dalla gioventù tra que' della mia nazione in Gerusalemme fino da principio, ella è nota a tutti i Giudei: 5I quali (se render voglion testimonianza) prima d'ora hanno saputo, com'io da prima secondo la più sicura setta della nostra religione vissi Fariseo: 6Ora poi per la speranza della promessa fatta da Dio a' padri nostri sto qual reo in giudizio: 7Alla quale (promessa) le dodici nostre tribù, servendo notte e giorno a Dio, sperano di arrivare. Per cagione di questa speranza sono io accusato da' Giudei, o re. 8Come incredibil cosa si giudica da voi, che Dio risusciti i morti?

9E quanto a me io mi era messo in cuore di dover fare da nemico molte cose contra il nome di Gesù Nazareno: 10Come anche feci in Gerusalemme, e molti de' Santi io chiusi nelle prigioni, avutone il potere dai principi de' sacerdoti: e quando erano uccisi, io diedi il mio voto. 11E per tutte le sinagoghe spesse volte a forza di gastighi li costringeva a bestemmiare: e sempre più infuriando contro di essi, li perseguitava anche per le città di fuora.

12Tra le quali cose essendo io andato in Damasco con potestà, e permissione de' principi dei sacerdoti, 13Di mezzo giorno vidi, o re, nella strada una luce del cielo più splendente del sole lampeggiare intorno a me, e a que', che erano meco. 14Ed essendo noi tutti caduti per terra udii una voce, che a me diceva in Ebreo: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Dura cosa è per te il ricalcitrare contro il pungolo. 15Allora io risposi: Chi se' tu, o Signore? E quegli disse: Io sono Gesù, cui tu perseguiti. 16Ma levati su, e sta' ritto su' tuoi piedi: imperocché a questo fine ti sono apparito per costituirti ministro, e testimone delle cose, che hai vedute, e di quelle per le quali ti apparirò: 17E ti libererò da questo popolo, e dai Gentili, tra' quali ora ti mando, 18Ad aprire i loro occhi, affinché si convertano dalle tenebre alla luce, e dalla podestà di Satana a Dio, affinché ricevano la remissione dei peccati, e l'eredità tra i Santi, mediante la fede, che è in me.

19Per la qual cosa, o re Agrippa, non fui ribelle alla celeste visione: 20Ma primieramente a quelli che sono in Damasco, e in Gerusalemme, e per tutto il paese della Giudea, di poi anche alle genti predicava, che si pentissero, e si convertissero a Dio, e facessero degne opere di penitenza. 21Per questa cagione i Giudei, avendomi preso nel tempio, tentavano di uccidermi. 22Ma sostenuto dall'aiuto divino ho perseverato sino a questo giorno, insegnando ai piccoli, e ai grandi, niun'altra cosa dicendo fuori di quello che i profeti, e Mosè hanno detto dover succedere. 23Che il Cristo dovea patire: che essendo egli il primo a risorger da morte, annunziar dee la luce a questo popolo, e alle nazioni.

24Tali cose dicendo egli in sua difesa, Festo ad alta voce disse: Tu sei impazzito, o Paolo: la molta dottrina ti fa dare in pazzie. 25Ma Paolo: Non son pazzo, disse, o ottimo Festo, ma proferisco parole di verità, e di saggezza. 26Imperocché sono note queste cose al re dinanzi a cui liberamente ragiono: dacchè niuna di queste cose credo nascosta a lui: Conciossiachè niente di questo è stato fatto in un cantone. 27Credi tu, o re Agrippa, ai profeti? So, che tu credi: 28Ma Agrippa disse a Paolo: Quasi quasi mi persuadi a diventar Cristiano. 29E Paolo: Bramo da Dio, che o quasi, o senza quasi non solamente tu, ma anche tutti que', che mi ascoltano, diventiate oggi, quale son io, eccettuate queste catene.

30E si alzò il re, e il preside, e Berenice, e quelli che sedevano con essi. 31E ritiratisi in disparte, discorrevan tra loro, dicendo: Quest'uomo non ha fatto cosa, che meriti morte o prigionia. 32E Agrippa disse a Festo: Quest'uomo poteva essere liberato, se non avesse appellato a Cesare.

Il Vangelo e il santo del giorno, ogni mattina nella tua email

Inizia ogni giorno vicino a Cristo e ai suoi santi: il Vangelo della Messa e una vita che ispira. Gratis; ti disiscrivi quando vuoi.

Ti invieremo un’email di conferma. Ogni tanto, anche qualche avviso di Fides Viva. Puoi disiscriverti con un clic. Privacy

mercoledì 28 ottobre · Vangelo

Dopo una notte di preghiera Gesù sceglie i Dodici e dà loro il nome di apostoli

In quel tempo, Gesù se ne andò sul monte a pregare, e passò tutta la notte pregando Dio. Quando si fece giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, a cui…