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FIDES VIVA
Illustrazione: Atti degli Apostoli 24
Illustrazione Fides Viva da William Hogarth, «Paul before Felix» · opera originale

Martini

Atti degli Apostoli 24

Paolo accusato dinanzi a Felice da Tertullo oratore de' Giudei, risponde negando i delitti, che gli erano apposti, ma confessandosi Cristiano, e di aver detto di essere in giudizio per causa della risurrezione de' morti, Felice con Drusilla sua moglie Giudea ascoltano Paolo sopra la fede di Cristo; ma non essendogli dato denaro da Paolo, lo riserba in catene al suo successore Porzio Festo.

1E di lì a cinque giorni arrivò il principe de' sacerdoti Anania con i seniori, e con un certo Tertullo oratore, i quali dieder comparsa al preside contro Paolo. 2E citato Paolo, cominciò Tertullo la accusazione, dicendo: Che molta pace noi per te godiamo, e molte cose siano ammendate dalla tua providenza: 3Lo riconosciamo sempre, e in ogni luogo con tutta la gratitudine, o ottimo Felice. 4Ma per non disturbarti troppo lungamente, pregoti, che per brev'ora ci ascolti con la tua umanità. 5Abbiam trovato quest'uomo pestilenziale, che istiga a sedizione tutti i Giudei per tutto il mondo, e capo della ribellione della setta de' Nazarei. 6Il quale ha tentato eziandio di profanare il tempio, e avendolo noi preso, volemmo secondo la nostra legge giudicarlo. 7Ma sopraggiunto il tribuno Lisia, lo tolse con molta violenza dalle nostre mani, 8Avendo ordinato, che venisser da te i suoi accusatori: e da lui potrai tu, disaminandolo, esser informato di tutte queste cose, delle quali noi lo accusiamo. 9E i Giudei soggiunsero, che le cose stavan così.

10E Paolo (avendogli il preside fatto segno, che parlasse) rispose: Sapendo, che da molti anni tu governi questa nazione, di buon animo darò conto di me. 11Imperocché tu puoi venire in chiaro, come non sono più di dodici giorni, che io arrivai a Gerusalemme per far la mia adorazione: 12E non mi hanno trovato a disputar con alcuno nel tempio, né a far sollevamento di popolo nelle Sinagoghe, 13O per la città: né posson addurre dinanzi a te prova delle cose, onde ora mi accusano. 14Io però ti confesso, che secondo quella scuola, che essi chiamano eresia, così servo al Padre, e Dio mio, credendo tutte quelle cose, le quali nella legge, e ne' profeti sono scritte: 15Avendo speranza in Dio, che verrà quella che essi medesimi aspettano, risurrezione de' giusti, e degli iniqui. 16Per le quali cose io mi studio di conservar sempre incontaminata la coscienza dinanzi a Dio e agli uomini. 17E dopo varii anni sono venuto a portare delle limosine alla mia nazione, e (presentare) oblazioni, e voti. 18E tra queste cose mi hanno trovato purificato nel tempio: senza raunata di gente, e senza tumulto. 19E que' certi Giudei dell'Asia, i quali dovean pur comparire davanti a te, e accusarmi, se alcuna cosa avessero contro di me: 20Ovvero questi stessi dicano, se hanno trovata in me colpa, quando sono io stato nel sinedrio, 21Eccettuata quella sola voce, onde gridai stando in mezzo di essi: Io sono oggi giudicato da voi sopra la risurrezione dei morti.

22Ma Felice informato appieno di quella dottrina, diede loro una proroga, dicendo: Venuto che sia il tribuno Lisia, vi ascolterò: 23E diede ordine al centurione, che custodisse Paolo, ma che fosse meglio trattato, né si vietasse ad alcuno de' suoi di prestargli assistenza.

24E passati alcuni giorni, tornato Felice con Drusilla sua moglie, la quale era Giudea, chiamò Paolo, e lo udì parlare della fede in Gesù Cristo. 25E disputando egli della giustizia, della castità, e del giudizio futuro, atterrito Felice disse: Per adesso vattene: e a suo tempo ti chiamerò: 26E insieme stava in isperanza, che Paolo gli avrebbe dato del denaro: per la qual cosa frequentemente facendolo a sé venire, discorreva con lui.

27E finiti i due anni, Felice ebbe per successore Porcio Festo. E Felice volendo ingrazionirsi co' Giudei, lasciò Paolo in catene.

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