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FIDES VIVA
Illustrazione: Atti degli Apostoli 28
Illustrazione Fides Viva da Adam Elsheimer, «Saint Paul on Malta» · opera originale

Martini

Atti degli Apostoli 28

Paolo, e i compagni son benignamente accolti da' barbari nell'isola di Malta, dove Paolo morso da una vipera non ne risente alcun danno; e risana il padre di Publio principe dell'isola e molti altri. Quindi imbarcatisi finalmente giungono a Roma, dove Paolo, raunati i principali Giudei, racconta il motivo per cui avea appellato a Cesare, e in un giorno stabilito predica ad essi Gesù Cristo. Molti non credono, e ciò Paolo dimostra essere stato predetto da Isaia. Per due anni predica la fede di Cristo a quanti andavano a ritrovarlo.

1E usciti che fummo fuor di pericolo, allora conoscemmo, che l'isola chiamavasi Malta. E ci trattaron que' barbari con molta umanità. 2Imperocché acceso il fuoco, ristorarono tutti noi dalla umidità, che ci offendeva, e dal freddo. 3Ma avendo Paolo raccolto alquanti sermenti, e messili sul fuoco, una vipera saltata fuori dal caldo se gli attaccò alla mano. 4Or tosto, che videro i barbari il serpente pendergli dalla mano, dicevano tra di loro: Certo, che un qualche omicida è costui, cui salvato dal mare, la vendetta (di Dio) non permette che viva. 5Egli però scosso il serpe nel fuoco, non ne patì male alcuno. 6Ma quelli si aspettavano, ch'egli avesse a gonfiare, e a cadere a un tratto, e morire. Ma avendo aspettato molto, e non vedendo venirgli alcun male, cangiato parere, dicevano, che egli era un Dio.

7Intorno a quel luogo aveva le sue possessioni il principe dell'isola, per nome Publio, il quale ci accolse e ci trattò amorevolmente per tre giorni. 8E accadde, che il padre di Publio stava in letto tormentato dalle febbri, e da dissenteria. E andato da lui Paolo, e fatta orazione e impostegli le mani, lo guarì. 9Dopo il qual fatto tutti quelli, che avevano malattie nell'isola, venivano, ed erano sanati: 10I quali anche ci fecero molti onori, e allorchè entrammo in nave, vi miser sopra le cose necessarie.

11E dopo tre mesi partimmo sopra una nave Alessandrina, la quale avea svernato nell'isola, e avea l'insegna de' Castori. 12E arrivati a Siracusa, ci fermammo ivi tre giorni. 13E di lì facendo il giro della costa, giungemmo a Reggio: e dopo un giorno soffiando Austro, arrivammo in due dì a Pozzuolo; 14Dove avendo trovato dei fratelli, fummo pregati a star con essi sette giorni: e così ci incamminammo verso Roma. 15E di là avendo udite i fratelli le cose nostre, ci venner incontro sino al foro di Appio, e alle tre taberne. I quali veduti che ebbe Paolo, rendette grazie a Dio, e si consolò.

16E quando fummo arrivati a Roma, fu permesso a Paolo di starsene da sé con un soldato, che lo custodiva.

17E tre giorni dopo convocò Paolo i principali Giudei. I quali essendo insieme venuti, disse loro: Uomini fratelli, io non avendo fatto niente contro il popolo, o contro le consuetudini patrie, incatenato fui messo da Gerusalemme nelle mani de' Romani; 18I quali avendomi disaminato, volevano mettermi in libertà, per non essere in me colpa alcuna degna di morte. 19Ma opponendovisi i Giudei, sono stato costretto ad appellare a Cesare, non come se fossi per accusare in qualche cosa la mia nazione. 20Per questo motivo adunque ho chiesto di vedervi, e di parlare con voi. Conciossiachè a cagione della speranza d'Israele da questa catena son cinto. 21Eglino però gli dissero: Noi né abbiamo ricevuto lettere intorno a te dalla Giudea, né è venuto alcuno de' fratelli ad avvisarci, o dirci alcun male di te. 22Brameremmo però di udire da te i tuoi sentimenti; imperocché riguardo a questa setta è noto a noi, come ella ha in ogni luogo contradittori.

23E fissatogli il giorno, andarono da lui nell'ospizio molti, a' quali esponeva e dimostrava il regno di Dio, e li convinceva di quel che riguardava Gesù, per mezzo della legge di Mosè, e dei profeti, dalla mattina sino alla sera. 24E alcuni credevano a quello, che si diceva: altri non credevano. 25Ed essendo discordi tra di loro se n'andavano, dicendo Paolo sol questa parola: Lo Spirito santo bene ha parlato per Isaia profeta ai padri nostri, 26Dicendo: Va'a questo popolo, e di' loro: Con le orecchie udirete, e non intenderete: e vedendo vedrete, e non distinguerete. 27Imperocché si è incrassato il cuore di questo popolo, e sono duri di orecchie, e hanno serrati i loro occhi: onde a sorte non veggan con gli occhi, e con le orecchie odano e col cuore intendano, e si convertano, e io li sani. 28Siavi adunque noto, come alle genti è stata mandata questa salute di Dio, ed elle ascolteranno.

29E dette che egli ebbe queste cose si partirono da lui i Giudei, quistionando forte tra di loro.

30E Paolo dimorò per due interi anni nella casa, che avea presa a pigione: e riceveva tutti que', che andavan da lui, 31Predicando il regno di Dio, e insegnando le cose spettanti al Signore Gesù Cristo con ogni libertà, senza che gli fosse proibito.

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