
Martini
Romani 11
Dio per sua gratuita elezione si è riserbato alcuni del popol Giudeo per salvarli mediante la fede di Cristo, lasciando gli altri, come increduli, nella loro cecità secondo le predizioni de' Profeti, e sostituendo ad essi per gratuita bontà sua i Gentili, i quali avverte l'Apostolo a non insuperbirsi contro i Giudei. Che i Giudei abbandonati per un tempo si convertiranno finalmente a Cristo. Esclamazione sopra la incomprensibilità della divina sapienza.
1Adunque io dico: forse che ha Iddio rigettato il suo popolo? Mai no. Conciossiachè io pure sono Israelita, del seme di Abramo, della tribù di Beniamin: 2Non ha rigettato Dio quel popolo, che egli ha preveduto. Non sapete voi quel, che dice la Scrittura in persona di Elia: e come egli sollecita Dio contro Israele? 3Signore, hanno uccisi i tuoi profeti, han rovinati i tuoi altari: e io son rimaso solo, e vogliono la mia vita. 4Ma che dice a lui la risposta di Dio? Mi son riserbato sette mila uomini, i quali non han piegato il ginocchio dinanzi a Baal. 5Nello stesso modo adunque anche adesso sono stati salvati i riserbati secondo l'elezione della grazia. 6E se per grazia, dunque non per le opere: altrimenti la grazia non è più grazia. 7E che adunque? Israele non ha conseguito quel che cercava: lo hanno conseguito gli eletti: tutti gli altri poi si sono accecati. 8Come sta scritto: Dio diede loro lo spirito di stupidità, occhi, perché non veggano, e orecchi, perché non odano fino al giorno d'oggi. 9E Davidde dice: La loro mensa diventi per essi un lacciuolo, e un cappio, e un inciampo, e ciò per giusta lor punizione. 10Si offuschino i loro occhi, sicchè non veggano: e aggrava mai sempre il loro dorso.
11Io dico adunque: Hanno eglino inciampato in tal guisa (solo) per cadere? Mai no. Ma il loro delitto è salute alle genti, ond'essi prendano ad emularle. 12Che se il loro delitto è la ricchezza del mondo, e la loro scarsezza è ricchezza delle nazioni: quanto più la loro pienezza? 13Imperocché a voi, Gentili, io dico: in quanto io sono Apostolo delle genti, farò onore al mio ministero, 14Se mai provocassi ad emulazione il mio sangue, e salvassi alcuni di loro. 15Imperocché se il loro rigettamento è la riconciliazione del mondo: che sarà il loro ricevimento, se non una risurrezione da morte? 16Che se le primizie sono sante, lo è pur la massa: e se santa la radice, santi anche i rami.
17Che se alcuni de' rami sono stati svelti, e tu essendo un ulivo salvatico, se' stato in loro luogo innestato, e fatto consorte della radice, e del grasso dell'ulivo, 18Non voler vantarti contro a que' rami. Che se ti vanti: tu non porti già la radice, ma la radice porta te. 19Dirai però: que' rami furono svelti, perché io fossi innestato. 20Bene: sono stati svelti per l'incredulità. E tu stai saldo per la fede: non levarti in superbia, ma temi. 21Imperocché se Dio non perdonò ai rami naturali; non perdonerà neppure a te. 22Osserva adunque la bontà, e la severità di Dio: la severità verso di quelli, che caddero: la bontà di Dio verso di te, se ti atterrai alla bontà, altrimenti sarai reciso anche tu. 23Ed eglino pure, se non resteranno nella incredulità, saranno innestati: conciossiachè potente è Dio per nuovamente innestarli. 24Imperocché se tu sei stato staccato dal naturale ulivastro, e contro natura se' stato innestato al buono ulivo: quanto più quelli, che sono della stessa natura, saranno al proprio ulivo innestati?
25Imperocché non voglio, che siavi ignoto, o fratelli, questo mistero (affinché dentro di voi non vi giudichiate sapienti), che l'induramento è avvenuto in una parte a Israele, perfino a tanto che sia entrata la pienezza delle genti, 26E così si salvi tutto Israele, conforme sta scritto: Verrà di Sion il Liberatore, e scaccerà la empietà da Giacobbe. 27E avranno essi da me questa alleanza, quando avrò tolti via i loro peccati. 28Riguardo al Vangelo, nemici per cagione di voi: riguardo poi alla elezione, carissimi per cagione de' padri. 29Conciossiachè i doni, e la vocazione di Dio non soggiacciono a pentimento. 30Imperocché siccome anche voi una volta non credeste a Dio, e ora conseguito avete misericordia per la loro incredulità: 31Così anch'essi adesso non han creduto, affinché per la misericordia fatta a voi conseguiscano anch'essi misericordia. 32Imperocché restrinse Dio tutti nella incredulità, affin di usare a tutti misericordia.
33O profondità delle ricchezze della sapienza, e della scienza di Dio: quanto incomprensibili sono i suoi giudizi, e imperscrutabili le sue vie! 34Imperocché chi ha conosciuto la mente del Signore? O chi a lui diè consiglio? 35Ovvero, chi è stato il primo a dare a lui, e saragli restituito? 36Conciossiachè da lui, e per lui, e a lui sono tutte le cose: a lui gloria pe' secoli. Così sia.
