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FIDES VIVA
Illustrazione: Romani 15
Illustrazione Fides Viva da Valentin de Boulogne, «Saint Paul Writing His Epistles» · opera originale

Martini

Romani 15

I più robusti portar debbono, e sollevare le imperfezioni de' deboli, mirando non al proprio vantaggio, ma a quel de' prossimi e alla mutua concordia. Cristo secondo le promesse fatte a' padri predicò a' Giudei: a' Gentili poi per effetto di misericordia mandò gli Apostoli senza precedente promessa. Fa sue scuse l'Apostolo per avere scritto un po' liberamente a' Romani, come Apostolo delle genti; e dice, in qual modo abbia eseguita questa sua incumbenza, e che andrà a vedere anche essi, quando avrà rimesso alla Chiesa di Gerusalemme le limosine date dai Macedoni, e che frattanto lo aiutino colle loro orazioni.

1Or dobbiamo noi più forti sostenere la fiacchezza dei deboli, e non aver compiacenza di noi stessi. 2Ognun di voi si renda grato al prossimo suo nel bene per edificazione. 3Imperocché Cristo niun riguardo ebbe a sé, ma come sta scritto: Gli improperii di coloro, che te oltraggiavano, cadder sopra di me. 4Imperocché tutte le cose che sono state scritte, per nostro ammaestramento furono scritte; affinché mediante la pazienza, e la consolazione delle scritture abbiamo speranza. 5Il Dio poi della pazienza, e della consolazione dia a voi di avere uno stesso animo gli uni per gli altri secondo Gesù Cristo: 6Onde d'uno stesso animo con una sola bocca glorificate Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo. 7Per la qual cosa accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo accolse voi per gloria di Dio.

8Imperocché io dico, che Cristo Gesù fu ministro di quelli della circoncisione per riguardo della veracità di Dio, affine di dar effetto alle promesse fatte ai padri: 9Le genti poi elle rendano gloria a Dio per la misericordia come sta scritto: Per questo io ti confesserò tra le genti, o Signore, e laude canterò al nome tuo. 10E di nuovo dice: Rallegratevi, o nazioni, col popolo di lui. 11E di nuovo: Nazioni, lodate tutte il Signore: popoli tutti, magnificatelo. 12E di nuovo Isaia dice: Avverrà, che nella radice di Iesse, e in colui, che sorgerà per governare le nazioni, in esso spereranno le genti. 13E il Dio della speranza vi ricolmi di ogni gaudio, e di pace nel credere: onde di speranza abbondiate, e di virtù dello Spirito santo.

14Io son però persuaso riguardo a voi, fratelli miei, che anche da voi siete pieni di carità, ricolmi di ogni sapere; onde possiate ammonirvi gli uni gli altri. 15Ma vi ho scritto un po'arditamente, o fratelli, quasi per risvegliare la vostra memoria sul riflesso della grazia, che è stata a me data da Dio, 16Perché io sia ministro di Gesù Cristo presso le nazioni: facendola da sacerdote del Vangelo di Dio, affinché l'oblazione delle genti diventi accetta, e santificata dallo Spirito santo. 17Ho adunque, onde gloriarmi appresso Dio in Cristo Gesù. 18Imperocché non sosterrei di raccontare cosa, che non abbia operato Cristo per mezzo mio per ridurre alla ubbidienza le genti con la parola e co' fatti: 19Con la virtù de' miracoli, e de' prodigi, con la virtù dello Spirito Santo: talmente che da Gerusalemme, e da' paesi all'intorno sino all'Illirico tutto ho ripieno del Vangelo di Cristo. 20Studiatomi così di predicare questo Vangelo, non dove era stato nominato Cristo, per non fabbricare sopra gli altrui fondamenti: ma come sta scritto: 21Quelli, che non hanno sentita nuova di lui, lo vedranno: e que', che non l'hanno udito, lo intenderanno.

22Per il qual motivo pur molte volte mi fu impedito il venir da voi, e mi è impedito sino adesso. 23Ora poi non essendovi più luogo per me in questi paesi, e avendo da molti anni in qua desiderio di venir da voi, 24Quando mi incamminerò verso la Spagna, spero, che di passaggio vi vedrò, e da voi avrò compagnia per colà, dopo essermi in parte saziato di voi.

25Adesso poi anderò a Gerusalemme in servigio de' Santi. 26Imperocché la Macedonia, e l'Achaia hanno stimato bene di fare qualche colletta per i poveri, che sono tra' Santi di Gerusalemme. 27Hanno, dico, stimato bene: e sono debitori ad essi. Imperocché se i Gentili sono stati fatti partecipi delle cose spirituali di essi: debbono ancora sovvenirli nelle temporali. 28Terminato adunque questo, e consegnato che avrò loro questo frutto, di costà partirò per la Spagna. 29Io poi so, che venendo da voi, verrò con la pienezza della benedizione del Vangelo di Cristo.

30Vi scongiuro adunque, o fratelli, per il Signor nostro Gesù Cristo, e per la carità dello Spirito santo, che mi aiutiate colle vostre orazioni per me dinanzi a Dio, 31Affinché io sia liberato dagli infedeli, che sono nella Giudea, e affinché l'oblazione del mio ministero sia accetta in Gerusalemme ai Santi, 32Affinché con gaudio io venga a voi per volontà di Dio, e con voi mi riconforti. 33Il Dio della pace sia con tutti voi. Così sia.

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