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FIDES VIVA
Illustrazione: Giovanni 8
Illustrazione Fides Viva da Guercino, «The Woman Taken in Adultery» · opera originale

Martini

Giovanni 8

Scrivendo sulla terra libera da' suoi accusatori la donna colta in adulterio. Dice sé essere luce del mondo, e che i Farisei morranno nel loro peccato. Chi siano i suoi veri discepoli; chi siano i servi, e i liberi. Che non sono figliuoli né di Dio, né di Abramo, ma del Diavolo quelli che non credevano a uno, che lor diceva la verità. A chi lo bestemmiava, risponde che egli non era posseduto dal Demonio, ma onorava il Padre, ed era prima che fosse fatto Abramo: e sottraendosi a coloro, che volevano lapidarlo, esce dal Tempio.

1E Gesù se n'andò al monte Uliveto. 2E di gran mattino tornò nuovamente al tempio, e tutto il popolo andò da lui, e stando a sedere insegnava.

3E gli Scribi, e i Farisei condusser a lui una donna colta in adulterio: e postala in mezzo, 4Gli dissero: Maestro, questa donna or ora è stata colta, che commetteva adulterio. 5Or Mosè nella legge ha comandato a noi che queste tali sieno lapidate. Tu però che dici? 6E ciò essi dicevano per tentarlo e per aver onde accusarlo. Ma Gesù abbassato in giù il volto scriveva col dito su la terra. 7Continuando però quelli ad interrogarlo, si alzò, e disse loro: Quegli, che è tra voi senza peccato, scagli il primo la pietra contro di lei. 8E di nuovo chinatosi scriveva sopra la terra. 9Ma coloro udito che ebber questo uno dopo l'altro se n'andarono, principiando da' più vecchi: e rimase solo Gesù, e la donna, che si stava nel mezzo. 10E Gesù alzatosi, le disse: Donna, dove sono coloro, che ti accusavano? Nissuno ti ha condannato? 11Ed ella: Nissuno, o Signore. E Gesù le disse: Nemmen io ti condannerò: vattene, e non pecca più.

12Altra volta poi Gesù parlò ad essi, dicendo: Io sono la luce del mondo: chi mi segue, non camminerà al buio, ma avrà luce di vita. 13Gli disser perciò i Farisei: Tu rendi testimonianza di te stesso: la tua testimonianza non è idonea. 14Rispose Gesù, e disse loro: Quantunque io renda testimonianza di me medesimo, è idonea la mia testimonianza; perché so, donde io son venuto, e dove vado: ma voi non sapete, donde io venga, e dove io vada. 15Voi giudicate secondo la carne: io non giudico nissuno: 16E quand'anche io giudicassi, il mio giudizio è sicuro, perché io non son solo: ma io, e il Padre, che mi ha mandato. 17E nella vostra legge sta scritto, che la testimonianza di due persone è idonea. 18Sono io, che rendo testimonianza di me stesso: e testimonianza rende di me il Padre, che mi ha mandato. 19Gli disser però: Dov'è tuo Padre? Rispose Gesù: Non conoscete né me, né il Padre mio: se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio. 20Tali parole disse Gesù nel gazofilacio, insegnando nel Tempio: e nissuno lo arrestò, perché non era per anco giunta la sua ora.

21Altra volta disse loro Gesù: Io me ne vo, e mi cercherete, e morrete nel vostro peccato. Dove vado io, non potete venir voi. 22Dicevan perciò i Giudei: Si darà egli da se stesso la morte, dappoichè dice: Dove vado io, non potete venir voi? 23Ed egli diceva loro: Voi siete di quaggiù, io sono di lassù. Voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. 24Vi ho detto pertanto, che morrete nei vostri peccati: perché, se non crederete, che io sono, morrete ne' vostri peccati. 25Gli dissero perciò: Chi se' tu? Gesù disse loro: Il Principio; io, che a voi parlo. 26Molte cose ho da dire, e da condannare riguardo a voi: ma colui, che mi ha mandato, è verace: e io quello, che udii da lui, quello dico al mondo. 27Ed essi non intesero, che Padre suo diceva esser Iddio. 28Disse perciò loro Gesù: Quando avrete levato da terra il Figliuolo dell'uomo, allora conoscerete, ch'io son quell'io, e che nulla fo da me, ma parlo secondo quello che il Padre mi ha insegnato. 29E colui, che mi ha mandato, è con me, e non mi ha lasciato solo: perché io fo sempre quello, che è di suo piacimento. 30A questo suo ragionamento molti credettero in lui.

31Disse adunque Gesù a quei Giudei, che aveano creduto in lui: Sarete veramente miei discepoli, se persevererete ne' miei insegnamenti: 32E conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi. 33Gli risposer essi: Siamo discendenti di Abramo, e non siamo stati mai servi di nessuno: come dunque dici tu: Sarete liberi? 34Rispose loro Gesù: In verità, in verità vi dico, che chiunque fa il peccato, è servo del peccato. 35Or il servo non istà per sempre nella casa: il figliuolo sta per sempre nella casa. 36Per la qual cosa se il figliuolo vi libererà, sarete veramente liberi. 37So, che siete figliuoli di Abramo: ma cercate di uccidermi, perché non cape in voi la mia parola. 38Io dico quello che ho veduto appresso al Padre mio: e voi parimente fate quello, che avete imparato appresso al vostro padre. 39Gli risposero, e dissero: Il padre nostro è Abramo. Disse loro Gesù: Se siete figliuoli di Abramo, fate le opere di Abramo. 40Ma adesso cercate di uccider me, uomo, che vi ho detto la verità, la quale ho udita da Dio: simil cosa non fece Abramo. 41Voi fate quello che fece il padre vostro. Gli risposer essi pertanto: Noi non siamo di razza di fornicatori: abbiamo un solo Padre, Dio. 42Ma Gesù disse loro: Se Dio fosse il vostro padre, certamente amereste me: imperocché da Dio sono uscito, e sono venuto: dappoichè non sono venuto da me stesso: ma egli mi ha mandato. 43Per qual cagione non intendete voi il mio linguaggio? Perché non potete soffrire le mie parole. 44Voi avete per padre il Diavolo, e volete soddisfare ai desiderii del padre vostro: quegli fu omicida fin da principio, e non perseverò nella verità; conciossiachè verità non è in lui: quando parla con bugia, parla da suo pari; perché egli è bugiardo, e padre della bugia. 45A me poi non credete, perché vi dico la verità. 46Chi di voi mi convincerà di peccato? Se vi dico la verità, per qual cagione non mi credete? 47Chi è da Dio, le parole di Dio ascolta. Voi per questo non le ascoltate, perché non siete da Dio.

48Gli risposer però i Giudei, e dissero: Non diciamo noi con ragione, che tu sei un Samaritano, e un indemoniato? 49Rispose Gesù: Io non sono indemoniato: ma onoro il Padre mio, e voi mi avete svituperato. 50Ma io non mi prendo pensiero della mia gloria: v'ha chi cura ne prende, e faranne vendetta. 51In verità, in verità vi dico: chi custodirà i miei insegnamenti, non vedrà morte in eterno. 52Gli disser pertanto i Giudei: Adesso riconosciamo, che tu se' un indemoniato. Abramo morì, e i profeti: e tu dici: Chi custodirà i miei insegnamenti, non gusterà morte in eterno. 53Se' tu forse da più del padre nostro Abramo, il quale morì? E i profeti morirono. Chi pretendi tu di essere? 54Rispose Gesù: Se io glorifico me stesso, la mia gloria è un niente; è il Padre mio quello che mi glorifica, il quale voi dite, che è vostro Dio. 55Ma noll'avete conosciuto: io sì, che lo conosco: e se dicessi, che nol conosco, sarei bugiardo come voi. Ma lo conosco e osservo le sue parole. 56Abramo il padre vostro sospirò di vedere questo mio giorno: lo vide, e ne tripudiò. 57Gli disser però i Giudei: Tu non hai ancora cinquant'anni, e hai veduto Abramo? 58Disse loro Gesù: In verità, in verità vi dico: prima che fosse fatto Abramo, io sono.

59Diedero perciò di piglio a de' sassi per trarglieli: ma Gesù si nascose, e uscì dal tempio.

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giovedì 29 ottobre · Vangelo

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