
Martini
Giovanni 10
Descrive il vero pastore, e il mercenario. Cristo la porta delle pecorelle, e il buon pastore; il quale ha ancora altre pecorelle da condurre allo stesso ovile; e pone la sua vita per nuovamente ripigliarla. I Giudei vogliono lapidarlo, perché sulla testimonianza delle opere sue diceva, sé essere una stessa cosa col Padre, e di essere il Figliuolo di Dio; la qual proposizione dimostra, che non è una bestemmia.
1In verità, in verità vi dico: chi non entra nell'ovile per la porta, ma vi sale per altra parte, è ladrone, e assassino. 2Ma quegli che entra per la porta, è pastore delle pecorelle. 3A lui apre il portinaio, e le pecorelle ascoltano la sua voce, ed egli chiama per nome le sue pecorelle, e le mena fuora. 4E quando ha messe fuora le sue pecorelle, cammina innanzi ad esse: e le pecorelle lo seguono, perché conoscono la sua voce. 5Ma non vanno dietro a uno straniero, anzi fuggon da lui: perché la voce non conoscono degli stranieri.
6Questa similitudine fu loro detta da Gesù. Ma quelli non compresero quel ch'egli dicesse loro. 7Disse ancora loro nuovamente Gesù: In verità, in verità vi dico, che io sono porta alle pecorelle. 8Quanti son venuti, sono tutti ladri, e assassini, e le pecorelle non gli hanno ascoltati. 9Io sono la porta. Chi per me passerà, sarà salvo: ed entrerà, e uscirà, e troverà pascoli. 10Il ladro non viene, se non per rubare, e uccidere, e disperdere. Io sono venuto, perché abbiano vita, e siano nell'abbondanza. 11Io sono il buon Pastore: il buon pastore dà la vita per le sue pecorelle. 12Il mercenario poi, e quei che non è pastore, di cui proprie non sono le pecorelle, vede venire il lupo, e lascia le pecorelle, e fugge: e il lupo rapisce, e disperge le pecorelle. 13Il mercenario fugge, perché è mercenario, e non gli cale delle pecorelle. 14Io sono il buon Pastore; e conosco le mie, e le mie conoscono me, 15Come il Padre conosce me, e io conosco il Padre: e do la mia vita per le mie pecorelle. 16E ho dell'altre pecorelle, le quali non sono di questa greggia: anche queste fa d'uopo che io raguni, e ascolteranno la mia voce, e sarà un solo gregge, e un solo pastore. 17Per questo mi ama il Padre: perché depongo la mia vita per nuovamente ripigliarla. 18Nissuno a me la toglie: ma io la depongo da me stesso, e sono padrone di deporla, e sono padrone di riprenderla: questo è il comandamento, che ho ricevuto dal Padre mio.
19Nacque nuovamente scisma fra' Giudei per causa di questi discorsi. 20Imperocché molti di essi dicevano: Egli è indemoniato, e ha perduto il senno: perché state a sentirlo? 21Altri dicevano: Discorsi come questi non sono da indemoniato: può forse il Demonio aprire gli occhi a' ciechi?
22E si faceva in Gerusalemme la festa della Sagra: ed era d'inverno. 23E Gesù camminava per il tempio nel portico di Salomone. 24Se gli affollarono perciò d'intorno i Giudei, e gli dicevano: Fino a quando terrai tu sospeso gli animi nostri? Se tu sei Cristo, dillo a noi apertamente. 25Rispose loro Gesù: Ve l'ho detto, e voi non credete: le opere, che io fo nel nome del Padre mio, queste parlano a favor mio. 26Ma voi non credete, perché non siete del numero delle mie pecorelle. 27Le mie pecorelle ascoltano la mia voce: e io le conosco, ed elleno mi tengon dietro. 28E io do ad esse la vita eterna, e non periranno in eterno, e nissuno le strapperà a me di mano. 29Quello, che il Padre ha dato a me, sorpassa ogni cosa: e niuno può rapirle di mano del Padre mio. 30Io, e il Padre siamo una cosa sola.
31Dieder perciò i Giudei di piglio alle pietre per lapidarlo. 32Disse loro Gesù: Molte buone opere vi ho fatto vedere per virtù del Padre mio, per quale di queste opere mi lapidate? 33Gli risposero i Giudei, e dissero: Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per la bestemmia: e perché tu essendo uomo, fai Dio te stesso. 34Rispose loro Gesù: Non è egli scritto nella vostra legge: Io dissi: siete dii? 35Se dii chiamò quelli, ai quali Dio parlò, e la Scrittura non può mancare: 36Io, cui il Padre ha santificato, e mandato al mondo, voi dite: Tu bestemmi: perché ho detto: Son Figliuolo di Dio? 37Se non fo le opere del Padre mio, non mi credete. 38Ma se le fo, quando non vogliate credere a me, credete alle opere, onde conosciate, e crediate che il Padre è in me, e io nel Padre. 39Tentavano pertanto di prenderlo, ma egli uscì dalle loro mani. 40E se n'andò di nuovo di là dal Giordano in quel luogo, dove Giovanni avea dato principio a battezzare: e quivi si fermò. 41E andarono molti da lui, e dicevano: In quanto a Giovanni ei non fece nissun miracolo. 42E tutto quello, che di costui disse Giovanni, era la verità. E molti credettero in lui.
