Confronto
1 Corinzi 5
Martini e Vulgata Clementina, versetto per versetto.
| Martini | Vulgata Clementina | |
|---|---|---|
| 1 | In somma si parla tra di voi di fornicazione, e di tale fornicazione, quale neppur tra le genti, talmente che uno ritenga la moglie del proprio padre. | Omnino auditur inter vos fornicatio, et talis fornicatio, qualis nec inter gentes, ita ut uxorem patris sui aliquis habeat. |
| 2 | E voi siete gonfi: e non piuttosto avete pianto, affinché fosse tolto di mezzo a voi chi ha fatto tal cosa. | Et vos inflati estis: et non magis luctum habuistis ut tollatur de medio vestrum qui hoc opus fecit. |
| 3 | Io però assente corporalmente, ma presente in ispirito ho già come presente giudicato, che colui il quale ha attentato tal cosa, | Ego quidem absens corpore, praesens autem spiritu, iam iudicavi ut praesens eum, qui sic operatus est, |
| 4 | (Congregati voi, e il mio spirito nel nome del Signore nostro Gesù Cristo) con la potestà del Signor nostro Gesù, | in nomine Domini nostri Iesu Christi, congregatis vobis et meo spiritu, cum virtute Domini nostri Iesu, |
| 5 | Sia dato questo tale nelle mani di satana per morte della carne; affinché lo spirito sia salvo nel dì del Signor nostro Gesù Cristo. | tradere huiusmodi Satanae in interitum carnis, ut spiritus salvus sit in die Domini nostri Iesu Christi. |
| 6 | Voi vi gloriate senza ragione. Non sapete voi, che un poco di lievito fa fermentare tutto l'impasto? | Non est bona gloriatio vestra. Nescitis quia modicum fermentum totam massam corrumpit? |
| 7 | Togliete via il vecchio fermento, affinché siate una nuova pasta, come siete senza fermento. Imperocché nostro agnello pasquale è stato immolato Cristo. | Expurgate vetus fermentum, ut sitis nova conspersio, sicut estis azymi. Etenim Pascha nostrum immolatus est Christus. |
| 8 | Per la qual cosa solennizziamo la festa non col vecchio lievito, né col lievito della malizia, e della malvagità, ma con gli azzimi della purità, e della verità. | Itaque epulemur: non in fermento veteri, neque in fermento malitiae et nequitiae: sed in azymis sinceritatis et veritatis. |
| 9 | Vi ho scritto per lettera: non abbiate commercio co' fornicatori. | Scripsi in epistola: Ne commisceamini fornicariis: |
| 10 | Ma certamente non coi fornicatori di questo mondo, o con gli avari, o coi ladri, o idolatri: altrimenti dovreste senz'altro uscire di questo mondo. | non utique fornicariis huius mundi, aut avaris, aut rapacibus, aut idolis servientibus: alioquin debueratis de hoc mundo exiisse. |
| 11 | Vi scrissi bensì, non abbiate commercio; se taluno, che si chiama fratello, è fornicatore, o avaro o adoratore degli idoli, o maldicente, o dato all'ubbriachezza, o rapace: con questo tale neppur prender cibo. | Nunc autem scripsi vobis non commisceri: si is qui frater nominatur, est fornicator, aut avarus, aut idolis serviens, aut maledicus, aut ebriosus, aut rapax, cum eiusmodi nec cibum sumere. |
| 12 | Imperocché tocca egli a me il giudicare anche di que' che sono di fuori? Non giudicate voi di quelli, che sono dentro? | Quid enim mihi de iis qui foris sunt, iudicare? nonne de iis qui intus sunt, vos iudicatis? |
| 13 | Imperocché que' di fuori giudicheralli Dio. Togliete di mezzo a voi il cattivo. | nam eos qui foris sunt, Deus iudicabit. Auferte malum ex vobis ipsis. |
