Vai al contenuto
FIDES VIVA
Confronto

Ebrei 6

Martini e Vulgata Clementina, versetto per versetto.

Ebrei 6: Martini e Vulgata Clementina
MartiniVulgata Clementina
1Per la qual cosa intermettendo di discorrere de' rudimenti di Cristo, avanziamoci a quel che havvi di più perfetto, senza gettare di bel nuovo il fondamento della conversione dalle opere di morte, e della fede in Dio,Quapropter intermittentes inchoationis Christi sermonem, ad perfectiora feramur, non rursum iacientes fundamentum poenitentiae ab operibus mortuis, et fidei ad Deum,
2Della dottrina de' battesimi, della imposizione ancor delle mani, e della risurrezione de' morti, e dell'eterno giudizio.baptismatum doctrinae, impositionis quoque manuum, ac resurrectionis mortuorum, et iudicii aeterni.
3E questo lo faremo, se pure Dio lo permetterà.Et hoc faciemus, si quidem permiserit Deus.
4Imperocché è impossibile, che coloro i quali sono stati una volta illuminati, hanno anche gustato il dono celeste, e sono stati fatti partecipi dello Spirito santo,Impossibile est enim eos qui semel sunt illuminati, gustaverunt etiam donum caeleste, et participes facti sunt Spiritus Sancti,
5Hanno gustato egualmente la buona parola di Dio, e le virtù del futuro secolo,gustaverunt nihilominus bonum Dei verbum, virtutesque saeculi venturi,
6E sono (poi) precipitati; si rinnovellino un'altra volta a penitenza, crocifiggendo nuovamente in loro stessi il Figliuolo di Dio, e all'ignominia esponendolo.et prolapsi sunt; rursus renovari ad poenitentiam, rursum crucifigentes sibimetipsis Filium Dei, et ostentui habentes.
7Imperocché la terra, che beve la pioggia, che frequentemente le cade in grembo, ed utili erbe genera a chi la coltiva, riceve benedizione da Dio:Terra enim saepe venientem super se bibens imbrem, et generans herbam opportunam illis, a quibus colitur, accipit benedictionem a Deo:
8Ma se delle spine produce, e de' triboli, ella è riprovata, e prossima a maledizione: il fine di cui si è di essere abbruciata.proferens autem spinas ac tribulos, reproba est, et maledicto proxima: cuius consummatio in combustionem.
9Ci promettiamo però migliori cose di voi, o dilettissimi, e più confacenti alla (vostra) salute: sebbene parliam così.Confidimus autem de vobis dilectissimi meliora, et viciniora saluti: tametsi ita loquimur.
10Imperocché non è Dio ingiusto, onde si dimentichi dell'opera vostra, e della carità, che dimostrata avete per il nome di lui, nell'aver servito ai santi, e nel servirgli.Non enim iniustus Deus, ut obliviscatur operis vestri, et dilectionis, quam ostendistis in nomine ipsius, qui ministrastis sanctis, et ministratis.
11Ma desideriamo, che ognun di voi la stessa sollecitudine dimostri, affin di rendere compiuta la speranza sino alla fine,Cupimus autem unumquemque vestrum eamdem ostentare sollicitudinem ad expletionem spei usque in finem:
12Affinché non diventiate pigri, ma imitatori di coloro, i quali mediante la fede, e la pazienza sono eredi delle promesse.ut non segnes efficiamini, verum imitatores eorum, qui fide, et patientia haereditabunt promissiones.
13Imperocché Dio facendo promessa ad Abramo, perché nissuno aveva più grande, per cui giurare, giurò per se medesimo,Abrahae namque promittens Deus, quoniam neminem habuit, per quem iuraret, maiorem, iuravit per semetipsum,
14Dicendo: certo, che io ti benedirò grandemente, e ti moltiplicherò grandemente.dicens: Nisi benedicens benedicam te, et multiplicans multiplicabo te.
15E così quegli sopportando con longanimità, ottenne il compimento della promessa.Et sic longanimiter ferens, adeptus est repromissionem.
16Conciossiachè gli uomini giurano per chi è maggiore di loro: e di qualunque controversia è fine per essi il giuramento di confermazione.Homines enim per maiorem sui iurant: et omnis controversiae eorum finis, ad confirmationem, est iuramentum.
17Per la qual cosa volendo Dio abbondare nel far conoscere agli eredi della promessa l'immutabilità del suo consiglio, vi pose di mezzo il giuramento:In quo abundantius volens Deus ostendere pollicitationis haeredibus, immobilitatem consilii sui, interposuit iusiurandum:
18Affinché per mezzo di due cose immutabili, nelle quali non è possibile, che Dio mentisca, una consolazione fortissima abbiamo noi, i quali abbiamo presa la corsa per afferrare la speranza proposta:ut per duas res immobiles, quibus impossibile est mentiri Deum, fortissimum solatium habeamus, qui confugimus ad tenendam propositam spem,
19La quale tenghiamo come ancora sicura, e stabile dell'anima, e la quale penetra sino alle parti, che sono dopo il velo:quam sicut anchoram habemus animae tutam ac firmam, et incedentem usque ad interiora velaminis,
20Dove precursore per noi entrò Gesù, fatto secondo l'ordine di Melchisedech pontefice in eterno.ubi praecursor pro nobis introivit Iesus, secundum ordinem Melchisedech pontifex factus in aeternum.

Il Vangelo e il santo del giorno, ogni mattina nella tua email

Inizia ogni giorno vicino a Cristo e ai suoi santi: il Vangelo della Messa e una vita che ispira. Gratis; ti disiscrivi quando vuoi.

Ti invieremo un’email di conferma. Ogni tanto, anche qualche avviso di Fides Viva. Puoi disiscriverti con un clic. Privacy

giovedì 29 ottobre · Vangelo

Gesù prosegue il suo cammino verso Gerusalemme e piange sulla città che uccide i profeti

In quel tempo, proprio quel giorno, si avvicinarono alcuni farisei a dire a Gesù: «Parti e vattene di qui, perché Erode vuole ucciderti». Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e…