Vai al contenuto
FIDES VIVA
Confronto

Ebrei 12

Martini e Vulgata Clementina, versetto per versetto.

Ebrei 12: Martini e Vulgata Clementina
MartiniVulgata Clementina
1Per la qual cosa noi pure avendo d'ogni parte sì gran nugolo di testimoni, sgravatici d'ogni incarco, e del peccato, che ci sta d'intorno, corriamo per la pazienza nella carriera, che ci è proposta:Ideoque et nos tantam habentes impositam nubem testium, deponentes omne pondus, et circumstans nos peccatum, per patientiam curramus ad propositum nobis certamen:
2Mirando all'autore, e consumatore della fede Gesù, il quale propostosi il gaudio sostenne la croce, non avendo fatto caso dell'ignominia, e siede alla destra del trono di Dio.aspicientes in auctorem fidei, et consummatorem Iesum, qui proposito sibi gaudio sustinuit crucem, confusione contempta, atque in dextera sedis Dei sedet.
3Imperocché ripensate attentamente a colui, che tale contro la sua propria persona sostenne contraddizione da' peccatori: affinché non vi stanchiate, perdendovi di animo.Recogitate enim eum qui talem sustinuit a peccatoribus adversum semetipsum contradictionem: ut ne fatigemini, animis vestris deficientes.
4Dapoichè non avete per anco resistito fino al sangue, pugnando contro il peccato:Nondum enim usque ad sanguinem restitistis, adversus peccatum repugnantes:
5E vi siete scordati di quella esortazione, la quale a voi parla come a' figliuoli, dicendo: figliuol mio, non trascurare la disciplina del Signore: e non ti venga a noia, quando da lui sei ripreso:et obliti estis consolationis, quae vobis tamquam filiis loquitur, dicens: Fili mi, noli negligere disciplinam Domini: neque fatigeris dum ab eo argueris.
6Imperocché il Signore corregge quei che ama: e usa la sferza con ogni figliuolo, cui riconosce per suo.Quem enim diligit Dominus, castigat: flagellat autem omnem filium, quem recipit.
7Siate perseveranti sotto la disciplina. Dio si diporta con voi come con figliuoli: imperocché qual è il figliuolo, cui il padre non corregge?In disciplina perseverate. Tamquam filiis vobis offert se Deus: quis enim filius, quem non corripit pater?
8Che se siete fuori della disciplina, alla quale tutti hanno parte: siete adunque bastardi, e non figliuoli.quod si extra disciplinam estis, cuius participes facti sunt omnes: ergo adulteri, et non filii estis.
9Di più i padri nostri secondo la carne abbiamo avuti per precettori, e gli abbiamo rispettati: e non saremo molto più ubbidienti al padre degli spiriti, per aver vita?Deinde patres quidem carnis nostrae, eruditores habuimus, et reverebamur eos, non multo magis obtemperabimus Patri spirituum, et vivemus?
10Imperocché quelli per il tempo di pochi giorni ci facevano i pedagoghi, secondo che lor pareva: ma questi in quello, che giova a divenir partecipi della di lui santità.Et illi quidem in tempore paucorum dierum, secundum voluntatem suam erudiebant nos: hic autem ad id quod utile est in recipiendo sanctificationem eius.
11Or qualunque disciplina per il presente non sembra apportatrice di gaudio, ma di tristezza: dopo però tranquillo frutto di giustizia rende a coloro, che in essa siano stati esercitati.Omnis autem disciplina in praesenti quidem videtur non esse gaudii, sed moeroris: postea autem fructum pacatissimum exercitatis per eam, reddet iustitiae.
12Per la qual cosa rinfrancate le languide mani, e le vacillanti ginocchia,Propter quod remissas manus, et soluta genua erigite,
13E fate diritta carreggiata co' vostri piedi: affinché alcuno zoppicando non esca di strada, ma piuttosto si ammendi.et gressus rectos facite pedibus vestris: ut non claudicans quis erret, magis autem sanetur.
14Cercate la pace con tutti, e la santità, senza di cui nissuno vedrà Dio:Pacem sequimini cum omnibus, et sanctimoniam, sine qua nemo videbit Deum:
15Ponendo mente, che nissuno manchi alla grazia di Dio: che nissuna amara radice spuntando fuora, non rechi danno, e per essa molti restino infetti.contemplantes nequis desit gratiae Dei: ne qua radix amaritudinis sursum germinans impediat, et per illam inquinentur multi.
16Che non (siavi) alcuno fornicatore, o profano, come Esaù, il quale per una pietanza vendè la sua primogenitura:Ne quis fornicator, aut profanus ut Esau: qui propter unam escam vendidit primitiva sua:
17Imperocché sapete, come ancor poi bramando di essere erede della benedizione, fu rigettato; conciossiachè non trovò luogo a penitenza, quantunque con lagrime la ricercasse.scitote enim quoniam et postea cupiens haereditare benedictionem, reprobatus est: non enim invenit poenitentiae locum, quamquam cum lacrimis inquisisset eam.
18Imperocché non vi siete appressati al monte palpabile, e al fuoco ardente, e al turbine, e alla caligine, e alla bufera,Non enim accessistis ad tractabilem montem, et accensibilem ignem, et turbinem, et caliginem, et procellam,
19E al suon della tromba, e al rimbombo delle parole, per cui que' che l'udirono, domandarono, che non fosse fatta lor più parola.et tubae sonum, et vocem verborum, quam qui audierunt, excusaverunt se, ne eis fieret verbum.
20Imperocché non reggevano a quella intimazione: se anche una bestia toccherà il monte, sarà lapidata.Non enim portabant quod dicebatur: Et si bestia tetigerit montem, lapidabitur.
21E tanto era terribile quel, che vedeasi, che Mosè disse: sono spaurito, e tremante.Et ita terribile erat quod videbatur. Moyses dixit: Exterritus sum, et tremebundus.
22Ma vi siete appressati al monte di Sion, e alla città del Dio vivo, alla Gerusalemme celeste, e alla moltitudine di molte migliaia di Angeli,Sed accessistis ad Sion montem, et civitatem Dei viventis, Ierusalem caelestem, et multorum millium angelorum frequentiam,
23E alla chiesa de' primogeniti, i quali sono registrati nel cielo, e a Dio giudice di tutti, e agli spiriti de' giusti perfetti,et ecclesiam primitivorum, qui conscripti sunt in caelis, et iudicem omnium Deum, et spiritus iustorum perfectorum,
24E al mediatore della nuova alleanza Gesù, e all'aspersione di quel sangue, che parla meglio che Abele.et testamenti novi mediatorem Iesum, et sanguinis aspersionem melius loquentem quam Abel.
25Badate di non rifiutare colui, che parla. Imperocché se per aver rifiutato colui, che loro parlava sopra la terra, quelli non ebbero scampo; molto più noi, volgendo le spalle a lui, che ci parla dal cielo:Videte ne recusetis loquentem. Si enim illi non effugerunt, recusantes eum, qui super terram loquebatur: multo magis nos, qui de caelis loquentem nobis avertimus.
26La voce del quale scosse allora la terra: e adesso fa promessa, dicendo: ancora una volta; e io sommoverò non solo la terra, ma anche il cielo.Cuius vox movit terram tunc: nunc autem repromittit, dicens: Adhuc semel, et ego movebo non solum terram, sed et caelum.
27Or dacchè egli dice: ancora una volta: dichiara la traslazione delle cose instabili come fattizie, affinché quelle rimangano, che sono immobili.Quod autem, Adhuc semel, dicit: declarat mobilium translationem tamquam factorum, ut maneant ea quae sunt immobilia.
28Per la qual cosa attenendoci al regno immobile, abbiamo la grazia, per la quale accetti a Dio lo serviamo con timore, e riverenza.Itaque regnum immobile suscipientes, habemus gratiam: per quam serviamus placentes Deo, cum metu et reverentia.
29Imperocché il nostro Dio è un fuoco divoratore.Etenim Deus noster ignis consumens est.

Il Vangelo e il santo del giorno, ogni mattina nella tua email

Inizia ogni giorno vicino a Cristo e ai suoi santi: il Vangelo della Messa e una vita che ispira. Gratis; ti disiscrivi quando vuoi.

Ti invieremo un’email di conferma. Ogni tanto, anche qualche avviso di Fides Viva. Puoi disiscriverti con un clic. Privacy

giovedì 29 ottobre · Vangelo

Gesù prosegue il suo cammino verso Gerusalemme e piange sulla città che uccide i profeti

In quel tempo, proprio quel giorno, si avvicinarono alcuni farisei a dire a Gesù: «Parti e vattene di qui, perché Erode vuole ucciderti». Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e…