Vai al contenuto
FIDES VIVA
Illustrazione: Luca 13
Illustrazione Fides Viva da Carl Rahl, «The Parable of the Barren Fig Tree» · opera originale

Martini

Luca 13

In occasione de' Galilei uccisi in mezzo a' sacrifizi, e di quelli, sopra de' quali era caduta la torre di Siloe, esorta alla penitenza; altrimenti saranno sterminati, come il fico sterile. Riprende un arcisinagogo, il quale si offendeva, perché egli avesse curato in sabato una donna dallo spirito d'infermità. Paragona il regno dei cieli al granello di senapa e al lievito. Della porta stretta, e come, chiusa la porta, molti picchieranno inutilmente. Dice, che Erode è una volpe; e che Gerusalemme sarà abbandonata per la sua crudeltà.

1Nello stesso tempo vennero alcuni a dargli nuova di que' Galilei, il sangue dei quali Pilato mescolato avea con quello de' loro sacrifizii. 2Ed egli rispose loro, e disse: Vi pensate voi che que' Galilei fossero più gran peccatori di tutti gli altri Galilei, perché sono stati in tal guisa puniti? 3Vi dico di no: ma se non farete penitenza, perirete tutti allo stesso modo. 4Come anche que' diciotto uomini, sopra dei quali cadde la torre presso al Siloe, e gli ammazzò: credete voi, che anche questi fossero rei più di tutti gli altri abitatori di Gerusalemme? 5Vi dico di no: ma se non farete penitenza, perirete tutti allo stesso modo.

6E disse anche questa parabola: Un uomo avea un albero di fico piantato nella sua vigna, e andò per cercarvi de' frutti, e non ne trovò. 7Allora disse al vignaiuolo: Ecco che son tre anni, che vengo a cercar frutto da questo fico, e non ne trovo: troncalo adunque: perché aduggia egli ancora il terreno? 8Ma quegli rispose, e dissegli: Signore, lascialo stare ancora per quest'anno, fin tanto che io abbia scalzata intorno ad esso la terra, e vi abbia messo del letame: 9E se darà frutto, bene: se no, allora lo taglierai.

10E Gesù stava insegnando nella loro sinagoga in giorno di sabato. 11Quand'ecco una donna, la quale da diciotto anni avea uno spirito, che la teneva ammalata: ed era curva, e non poteva per niun conto guardare all'insù. 12E Gesù vedutala, la chiamò a sé, e le disse: Donna, tu se' sciolta dalla tua infermità. 13E le impose le mani, e immediatamente fu raddirizzata, e glorificava Iddio. 14Ma il capo della sinagoga sdegnato, che Gesù l'avesse curata in giorno di sabato, prese a dire al popolo: Vi sono sei giorni, nei quali si conviene lavorare: in quelli adunque venite, e siate curati, e non nel giorno di sabato. 15Ma il Signore prese la parola, e disse: Ipocriti, chicchessia di voi non iscioglie egli in giorno di sabato il suo bue, o il suo asino dalla mangiatoia, e lo conduce a bere? 16E questa figlia di Abramo, tenuta già legata da Satana per diciotto anni, non doveva essere sciolta da questo laccio in giorno di sabato? 17E mentre dicea tali cose, arrossivano tutti i suoi emoli: e tutto il popolo si godeva di tutte le gloriose opere, che da lui si facevano.

18Diceva egli pertanto: A qual cosa è simile il regno di Dio, o in qual cosa gli farò io paragone? 19È simile a un granello di senapa, cui un uomo prese, e seminò nel suo giardino, il qual (granello) crebbe, e diventò una gran pianta: e gli uccelli dell'aria riposavano sopra i suoi rami.

20E tornò a dire: A qual cosa dirò essere simile il regno di Dio? 21È simile a quel lievito, cui una donna mescolò tre misure di farina, sin tanto che tutta lievitasse.

22E andava insegnando per le città e per i castelli, e incamminandosi verso Gerusalemme. 23E taluno gli disse: Signore, son eglino pochi quei che si salvano? Ma egli disse loro: 24Sforzatevi di entrare per la porta stretta: imperocché vi dico, che molti cercheranno di entrare, e non potranno. 25Ed entrato che sia il padre di famiglia, e chiusa che abbia la porta, comincerete, stando di fuori, a picchiare alla porta, dicendo: Signore, aprici: ed egli vi risponderà e dirà: Non so donde voi siate. 26Allora principierete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto con teco, e tu hai insegnato nelle nostre piazze. 27Ed egli dirà a voi: Non so donde voi siate: partitevi da me voi tutti artigiani d'iniquità. 28Ivi sarà pianto e stridore di denti: quando vedrete Abramo e Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, e voi esserne cacciati fuora. 29E verrà gente dall'oriente e dall'occidente e dal settentrione e dal mezzodi, e si porrà a mensa nel regno di Dio. 30Ed ecco che sono ultimi que' che saran primi, e sono primi que' che saranno ultimi.

31Lo stesso giorno andarono alcuni dei Farisei a dirgli: Partiti, e va' via di qua; perché Erode ti vuole ammazzare. 32Ed egli disse loro: Andate, e dite a quella volpe: Ecco che io scaccio i demonii, e opero guarigioni per oggi e per domani, e il terzo dì sono consumato. 33Ma per oggi, e per domani, e per il di seguente bisogna, che io faccia mia strada: perché non si dà il caso, che un profeta perisca fuori di Gerusalemme. 34Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti, e lapidi coloro, che sono a te inviati, quante volte ho voluto radunare i tuoi figliuoli, come la gallina i suoi pulcini sotto le sue ali, e non hai voluto? 35Ecco che sarà a voi lasciata deserta la vostra casa. E vi dico, che non mi vedrete, fino a tanto che fia, che diciate: Benedetto colui, che viene nel nome del Signore.

Il Vangelo e il santo del giorno, ogni mattina nella tua email

Inizia ogni giorno vicino a Cristo e ai suoi santi: il Vangelo della Messa e una vita che ispira. Gratis; ti disiscrivi quando vuoi.

Ti invieremo un’email di conferma. Ogni tanto, anche qualche avviso di Fides Viva. Puoi disiscriverti con un clic. Privacy

giovedì 29 ottobre · Vangelo

Gesù prosegue il suo cammino verso Gerusalemme e piange sulla città che uccide i profeti

In quel tempo, proprio quel giorno, si avvicinarono alcuni farisei a dire a Gesù: «Parti e vattene di qui, perché Erode vuole ucciderti». Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e…