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FIDES VIVA
Illustrazione: Ebrei 2
Illustrazione Fides Viva da Peter Paul Rubens, «The Meeting of Abraham and Melchizedek» · opera originale

Martini

Ebrei 2

La trasgressione de' comandamenti dati per ministero degli Angeli essendo stata giustamente punita, molto più saran puniti i trasgressori de' comandamenti di Cristo; questi per la umanità da lui assunta, e per la croce fatto minore degli Angeli, per questo stesso fu fatto autore della salute di quelli, che in lui credono.

1Fa perciò di mestieri, che noi tanto maggior attenzione prestiamo alle cose udite, affinché per disgrazia non ci perdiamo. 2Imperocché se la parola pronunziata dagli Angeli fu stabile, e qualunque prevaricazione, e disubbidienza ricevè la giusta retribuzione della mercede; 3Come averemo noi scampo, se poco conto faremo di una salute sì grande? La quale principiato avendo ad essere annunziata dal Signore, è stata a noi confermata da quelli, che l'avevano udito. 4Concorrendo con la loro testimonianza quella di Dio per mezzo dei segni, e de' prodigi, e de' vari miracoli, e de' doni dello Spirito santo distribuiti secondo la sua volontà. 5Imperocché non agli Angeli assoggettò Dio il mondo futuro, di cui parliamo. 6Or uno protestò in certo luogo, dicendo: che è l'uomo, che tu di lui ti risovvenga, od il figliuolo dell'uomo, che tu vada a visitarlo? 7Lo hai fatto per alcun poco inferiore agli Angeli: lo hai coronato di gloria e di onore: e lo hai costituito sopra le opere delle tue mani. 8Le cose tutte hai tu soggettate ai piedi di lui. Or quando egli ha soggettate a lui tutte le cose, nulla cosa ha lasciato a lui non soggetta. Adesso però non veggiamo ancora soggette a lui tutte le cose. 9Ma quel Gesù, che per alcun poco fu fatto inferiore agli Angeli per la passione della morte lo veggiamo coronato di gloria e di onore: onde per grazia di Dio gustasse per tutti la morte. 10Imperocché era conveniente, che quegli, per cui (sono) tutte le cose, e per opera di cui (son) tutte le cose, il quale molti figliuoli avea condotti alla gloria, perfezionasse per via de' patimenti il condottiere della loro salute. 11Imperocché e il santificatore, e i santificati (son) tutti da una sola cosa. Per lo che non ha rossore di chiamargli fratelli, dicendo: 12Annunzierò il nome tuo a' miei fratelli: canterò laude a te in mezzo alla Chiesa. 13E di nuovo: io mi affiderò a lui. E di nuovo: eccomi, io, e i miei figliuoli, che Dio mi ha dati. 14Perché adunque i figliuoli hanno comune la carne, ed il sangue, egli pure partecipò similmente alle medesime cose: affin di distruggere, morendo, colui, che avea della morte l'impero, cioè il diavolo: 15E affin di liberare coloro, i quali per il timor della morte stavano in ischiavitù per tutta quanta la vita. 16Imperocché in nissun luogo non assunse gli Angeli, ma assunse il seme di Abramo.

17Laonde egli dovette essere totalmente simile ai fratelli, affinché pontefice divenisse misericordioso, e fedele presso Dio, affinché espiasse i peccati del popolo. 18Imperocché dall'aver egli patito, ed essere stato tentato, egli può altresì porger soccorso a coloro, che sono tentati.

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