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FIDES VIVA
Illustrazione: 1 Corinzi 15
Illustrazione Fides Viva da Juan de Juanes, «The Last Supper» · opera originale

Martini

1 Corinzi 15

Come Cristo risuscitò da morte, e apparve a molti, e finalmente a Paolo, che si chiama il minimo degli Apostoli; dimostra la futura nostra risurrezione, e l'ordine, e modo di essa, e la diversa gloria de' risuscitati non solo quanto all'anima, ma anche quanto al corpo. Nella risurrezione sarà assorbita la morte.

1Or io vi dichiaro, o fratelli, il Vangelo, che vi annunziai, il quale voi pur riceveste, ed in cui voi state saldi, 2Per cui siete anche salvati: se lo ritenete in quella guisa, che io vel predicai; eccettochè indarno abbiate creduto. 3Imperocché io vi ho insegnato in primo luogo quello, che io pur apparai: che Cristo morì pe' nostri peccati secondo le Scritture: 4E che fu sepolto, e che risuscitò il terzo dì secondo le Scritture: 5E che fu veduto da Cefa, e di poi dagli undici: 6E di poi fu veduto da sopra cinquecento fratelli in una volta; de' quali i più vivon fino al dì d'oggi, alcuni poi sono morti: 7E poi fu veduto da Giacomo, e poi da tutti gli Apostoli: 8Per ultimo poi di tutti come da un aborto fu veduto anche da me. 9Imperocché io sono il minimo degli Apostoli, che non son degno di esser chiamato Apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. 10Ma per la grazia del Signore son quello, che sono, e la grazia di lui, che è in me, non è stata infruttifera, ma ho travagliato più di tutti loro: non io però, ma la grazia di Dio, che è con me: 11Ed io adunque, e quelli, così predichiamo, e così avete creduto. 12Che se si predica Cristo come risuscitato da morte, come mai dicono alcuni tra voi, che non havvi risurrezione de' morti? 13Che se non v'ha risurrezione de' morti; neppur Cristo è risuscitato. 14Se poi Cristo non è risuscitato, vana è adunque la nostra predicazione, vana è ancora la vostra fede: 15Siamo anche scoperti testimoni falsi di Dio: dappoichè abbiam renduto testimonianza a Dio dell'aver lui risuscitato Cristo, cui non ha risuscitato, se i morti non risorgono. 16Imperocché se non risorgono i morti, neppur Cristo è risuscitato. 17Che se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede, conciossiachè siete tuttora ne' vostri peccati. 18Per la qual cosa anche quelli, che in Cristo si addormentarono, sono periti. 19Se per questa vita solamente speriamo in Cristo, siamo i più miserabili di tutti gli uomini. 20Ora però Cristo è risuscitato da morte primizia de' dormienti. 21Dapoichè da un uomo la morte, e da un uomo la risurrezione da morte. 22E siccome in Adamo tutti muoiono, così pure tutti in Cristo saranno vivificati. 23Ciascheduno però a suo luogo, Cristo primizia: di poi quelli, che sono di Cristo, i quali nella venuta di lui hanno creduto. 24Di poi la fine; quando avrà rimesso il regno a Dio, e al Padre, quando avrà abolito ogni principato, e ogni podestà e virtù. 25Or è necessario, che egli regni, fino a tanto che (Dio) gli abbia posti sotto dei piedi tutti i nemici. 26L'ultima poi ad esser distrutta sarà la morte nemica: imperocché tutte le cose ha soggettate a' piedi di lui. Or quando dice: 27Tutte le cose sono soggette a lui: senza dubbio si eccettua colui, che ha soggettate a lui tutte le cose. 28Allorchè poi saranno state soggettate a lui tutte le cose: allora anche lo stesso Figlio sarà soggetto a lui, che gli ha assoggettata ogni cosa, onde Dio sia il tutto in tutte le cose. 29Altrimenti che faranno quelli, i quali si battezzano per li morti, se assolutamente i morti non risorgono? E perché si battezzano per quelli? 30E noi pure perché ci esponghiamo ogn'ora ai pericoli? 31Io muoio ogni giorno, (lo giuro) per la gloria vostra, che è mia in Cristo Gesù Signor nostro. 32Se (per parlare da uomo) combattei in Efeso con le bestie, che mi giova, se i morti non risorgono? Mangiamo, e beviamo, ché doman si muore. 33Non vi lasciate sedurre: i discorsi cattivi corrompono i buoni costumi. 34Vegliate, o giusti, e non peccate: imperocché certuni ignorano Dio; parlo, perché ne abbiate rossore.

35Ma dirà taluno: come risuscitano i morti? E con qual corpo ritorneranno? 36Stolto, quel; che tu semini, non prende vita, se prima non muore. 37E seminando, non semini il corpo, che dee venire, ma un nudo granello, per esempio, di frumento, o di alcun'altra cosa. 38Ma Dio gli dà corpo nel modo che a lui piace: e a ciascun seme il suo proprio corpo. 39Non ogni carne (è) la stessa carne: ma altra è la carne degli uomini, altra poi quella delle bestie, altra quella degli uccelli, altra quella de' pesci. 40E (v'ha) de' corpi celesti, e de' corpi terrestri: ma altra la vaghezza de' celesti, e altra de' terrestri. 41Altra la chiarezza del sole, altra la chiarezza della luna, e altra la chiarezza delle stelle. Imperocché v'ha differenza tra stella e stella nella chiarezza: 42Così pure la risurrezione de' morti. Si semina (corpo) corruttibile, sorgerà incorruttibile. 43Si semina ignobile, sorgerà glorioso: si semina inerte, sorgerà robusto. 44Si semina un corpo animale, sorgerà un corpo spirituale. Se v'ha un corpo animale, v'ha pure un corpo spirituale, come sta scritto: 45Il primo uomo Adamo fu fatto anima vivente, l'ultimo Adamo spirito vivificante. 46Ma non è prima lo spirituale, ma sì l'animale: e poi lo spirituale. 47Il primo uomo dalla terra terrestre; il secondo uomo dal cielo celeste. 48Quale il terrestre, tali anche i terrestri: quale il celeste, tale anche i celestiali. 49Siccome adunque abbiam portato l'immagine del terreno, portiamo anche l'immagine del celeste. 50Dico questo, o fratelli, perché la carne, e il sangue non possono ereditare il regno di Dio: né la corruzione erederà l'incorruttibilità. 51Ecco, che io vi dico un mistero: risorgerem veramente tutti, ma non tutti saremo cangiati. 52In un momento, in un batter d'occhio, all'ultima tromba: imperocché sonerà la tromba, e i morti risorgeranno incorrotti: e noi saremo cangiati. 53Imperocché fa d'uopo, che questo corruttibile dell'incorruttibilità si rivesta: e questo mortale si rivesta dell'immortalità. 54Quando poi questo mortale si sarà rivestito della immortalità, allora sarà adempiuta la parola, che sta scritta: è stata tracannata la morte nella vittoria. 55Dov'è, o morte, la tua vittoria? Dov'è, o morte, il tuo pungiglione? 56Il pungiglione poi della morte è il peccato: e la forza del peccato è la legge. 57Ma grazie a Dio, il quale ci ha dato vittoria per Gesù Cristo Signor nostro. 58Per la qual cosa, fratelli miei cari, siate stabili, ed immobili, abbondando sempre nell'opera del Signore, poiché sapete, come il vostro travaglio non è infruttuoso nel Signore.

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