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FIDES VIVA
Confronto

Giacomo 3

Martini e Vulgata Clementina, versetto per versetto.

Giacomo 3: Martini e Vulgata Clementina
MartiniVulgata Clementina
1Non vogliate esser molti a far da maestri, fratelli miei, sapendo, che vi addossate più severo giudizio.Nolite plures magistri fieri fratres mei, scientes quoniam maius iudicium sumitis.
2Imperocché in molte cose tutti inciampiamo. Chi non inciampa nel discorrere: questi è un uomo perfetto, capace eziandio di regger con freno tutto quanto il corpo.In multis enim offendimus omnes. Si quis in verbo non offendit, hic perfectus est vir: potest etiam freno circumducere totum corpus.
3E se noi mettiamo a' cavalli il freno in bocca, perché ci siano ubbidienti, raggiriamo ancora tutto il loro corpo.Si autem equis frena in ora mittimus ad consentiendum nobis, et omne corpus illorum circumferimus.
4Ecco, come le navi, sendo grandi, e spinte da' venti gagliardi, sono voltate qua e là da un piccolo timone, dovunque ordini il movimento di chi lo governa.Ecce et naves, cum magnae sint, et a ventis validis minentur, circumferuntur a modico gubernaculo ubi impetus dirigentis voluerit.
5Così pure la lingua è un picciol membro, e di gran cose si vanta. Ecco quanto piccol fuoco quanto gran selva incendia!Ita et lingua modicum quidem membrum est, et magna exaltat. Ecce quantus ignis quam magnam silvam incendit!
6E la lingua è un fuoco, un mondo di iniquità. La lingua è posta tra le nostre membra, e contamina tutto il corpo, ed essendo accesa dall'inferno, la ruota del nostro vivere accende.Et lingua ignis est, universitas iniquitatis. Lingua constituitur in membris nostris, quae maculat totum corpus, et inflammat rotam nativitatis nostrae inflammata a gehenna.
7Imperocché tutte le specie di bestie, e di volatili, e di serpenti, e di altri(animali) si domano, e sono state domate dall'umana virtù:Omnis enim natura bestiarum, et volucrum, et serpentium, et ceterorum domantur, et domita sunt a natura humana:
8Ma la lingua nissun uomo può domarla: male, che non può affrenarsi, piena di mortal veleno.linguam autem nullus hominum domare potest: inquietum malum, plena veneno mortifero.
9Con essa benediciamo Dio, e Padre: e con essa malediciamo gli uomini, che son fatti ad immagin di Dio.In ipsa benedicimus Deum et Patrem: et in ipsa maledicimus homines, qui ad similitudinem Dei facti sunt.
10Dalla stessa bocca esce la benedizione, e la maledizione. Non deve andar così la bisogna, fratelli miei.Ex ipso ore procedit benedictio et maledictio. Non oportet, fratres mei, haec ita fieri.
11Forse che la fontana dallo stesso buco getta acqua dolce, ed amara?Numquid fons de eodem foramine emanat dulcem et amaram aquam?
12Può forse, fratelli miei, il fico dar uve, o la vite dei fichi? Così nemmen l'acqua salata può farne della dolce.Numquid potest, fratres mei, ficus uvas facere, aut vitis ficus? Sic neque salsa dulcem potest facere aquam.
13Chi è saggio, e scienziato tra di voi? Faccia egli vedere mediante la buona vita le opere sue fatte con mansuetudine propria della saggezza.Quis sapiens et disciplinatus inter vos? Ostendat ex bona conversatione operationem suam in mansuetudine sapientiae.
14Che se avete uno zelo amaro, e delle dissensioni ne' vostri cuori: non vogliate gloriarvi, e mentire contro la verità.Quod si zelum amarum habetis, et contentiones sint in cordibus vestris: nolite gloriari, et mendaces esse adversus veritatem:
15Imperocché non è questa una sapienza, che scenda di colassù: ma terrena, animalesca, da demoni.non est enim ista sapientia desursum descendens: sed terrena, animalis, diabolica.
16Imperocché dove è tale zelo, e dissensione; ivi scompiglio, e ogni opera prava.Ubi enim zelus et contentio, ibi inconstantia et omne opus pravum.
17Ma la sapienza di lassù primieramente è pura, di poi pacifica, modesta, arrendevole, fa a modo dei buoni, è piena di misericordia, e di buoni frutti, aliena dal criticare, e dalla ipocrisia.Quae autem desursum est sapientia, primum quidem pudica est, deinde pacifica, modesta, suadibilis, bonus consentiens, plena misericordia et fructibus bonis, non iudicans, sine simulatione.
18Or il frutto della giustizia si semina nella pace da coloro, che han cura della pace.Fructus autem iustitiae, in pace seminatur, facientibus pacem.

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