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FIDES VIVA
Confronto

Giacomo 1

Martini e Vulgata Clementina, versetto per versetto.

Giacomo 1: Martini e Vulgata Clementina
MartiniVulgata Clementina
1Giacomo servo di Dio, e del Signor nostro Gesù Cristo, alle dodici tribù disperse, salute.Iacobus, Dei et Domini nostri Iesu Christi servus, duodecim tribubus, quae sunt in dispersione, salutem.
2Abbiate, fratelli miei, come argomento di vero gaudio le varie tentazioni, nelle quali urterete:Omne gaudium existimate fratres mei, cum in tentationes varias incideritis:
3Sapendo, come lo sperimento della vostra fede produce la pazienza.scientes quod probatio fidei vestrae patientiam operatur.
4La pazienza poi fa opera perfetta: onde voi siate perfetti e intieri, e in nulla cosa manchevoli.Patientia autem opus perfectum habet: ut sitis perfecti et integri in nullo deficientes.
5Che se alcuno di voi è bisognoso di sapienza, la chieda a Dio, che dà a tutti abbondantemente, e nol rimprovera; e saragli conceduta.Si quis autem vestrum indiget sapientia, postulet a Deo, qui dat omnibus affluenter, et non improperat: et dabitur ei.
6Ma chieda con fede senza niente esitare: imperocché chi esita, egli è simile al flutto del mare mosso, e agitato dal vento:Postulet autem in fide nihil haesitans: qui enim haesitat, similis est fluctui maris, qui a vento movetur et circumfertur:
7Non si pensi adunque un tal uomo di ottener cosa alcuna dal Signore.non ergo aestimet homo ille quod accipiat aliquid a Domino.
8L'uomo di animo doppio egli è incostante in tutti i suoi andamenti.Vir duplex animo inconstans est in omnibus viis suis.
9Or il fratello, che è in basso stato, faccia gloria del suo innalzamento:Glorietur autem frater humilis in exaltatione sua:
10Il ricco poi della sua umiliazione, perché come fior d'erba ei passerà.dives autem in humilitate sua, quoniam sicut flos foeni transibit;
11Imperocché si levò il sole cocente, e l'erba si seccò, e il fior ne cadde, e la venustà dell'aspetto di lui perì: così anche il ricco ne' suoi avanzamenti appassirà.exortus est enim sol cum ardore, et arefecit foenum, et flos eius decidit, et decor vultus eius deperiit: ita et dives in itineribus suis marcescet.
12Beato l'uomo, che tollera tentazione: perché quando sarà stato provato, riceverà la corona di vita promessa da Dio a quelli, che lo amano.Beatus vir qui suffert tentationem: quoniam cum probatus fuerit, accipiet coronam vitae, quam repromisit Deus diligentibus se.
13Nissuno quand'è tentato, dica, che è tentato da Dio: imperocché Dio non è tentatore di cose male: ed ei non tenta nessuno.Nemo cum tentatur, dicat quoniam a Deo tentatur: Deus enim intentator malorum est: ipse autem neminem tentat.
14Ma ciascuno è tentato dalla propria concupiscenza, che lo tragge, e lo alletta.Unusquisque vero tentatur a concupiscentia sua abstractus, et illectus.
15Indi la concupiscenza quando ha conceputo, partorisce il peccato: il peccato poi consumato che sia, genera la morte.Deinde concupiscentia cum conceperit, parit peccatum: peccatum vero cum consummatum fuerit, generat mortem.
16Non vogliate adunque ingannarvi, fratelli miei dilettissimi.Nolite itaque errare, fratres mei dilectissimi.
17Ogni buon dato, e ogni perfetto dono viene di sopra, scendendo da quel Padre dei lumi, in cui non è mutamento, né alternativa di adombramento.Omne datum optimum, et omne donum perfectum desursum est, descendens a Patre luminum, apud quem non est transmutatio, nec vicissitudinis obumbratio.
18Imperocché egli per sua volontà ci generò per la parola di verità, affinché noi siamo quali primizie delle sue creature.Voluntarie enim genuit nos verbo veritatis, ut simus initium aliquod creaturae eius.
19Voi lo sapete, fratelli miei dilettissimi. Or sia ogni uomo pronto ad ascoltare, lento a parlare, e lento all'ira:Scitis, fratres mei dilectissimi. Sit autem omnis homo velox ad audiendum: tardus autem ad loquendum, et tardus ad iram.
20Imperocché l'ira dell'uomo non adempie la giustizia di Dio.Ira enim viri iustitiam Dei non operatur.
21Per la qual cosa rigettando ogni immondezza, e la ridondante malizia, con mansueto animo abbracciate la parola (in voi) innestata, la quale può salvare le anime vostre.Propter quod abiicientes omnem immunditiam, et abundantiam malitiae, in mansuetudine suscipite insitum verbum, quod potest salvare animas vestras.
22Siate perciò facitori della parola, e non uditori solamente, ingannando voi stessi.Estote autem factores verbi, et non auditores tantum: fallentes vosmetipsos.
23Imperocché se uno è uditore, e non facitore della parola, ei si rassomiglierà a un uomo, che considera il nativo suo volto a uno specchio:Quia si quis auditor est verbi, et non factor, hic comparabitur viro consideranti vultum nativitatis suae in speculo:
24Il quale considerato che si è, se ne va, e si scorda subito, qual ei si fosse.consideravit enim se, et abiit, et statim oblitus est qualis fuerit.
25Ma chi mirerà addentro nella perfetta legge della libertà, e in essa persevererà; non essendo uditore smemorato, ma facitore di opere: questi nel suo fare sarà beato.Qui autem perspexerit in legem perfectam libertatis, et permanserit in ea, non auditor obliviosus factus, sed factor operis: hic beatus in facto suo erit.
26Che se uno si crede di essere religioso, senza raffrenare la propria lingua, anzi seducendo il proprio cuore, la religione di costui è vana.Si quis autem putat se religiosum esse, non refrenans linguam suam, sed seducens cor suum, huius vana est religio.
27Religione pura, e immacolata nel cospetto di Dio, e del Padre, è questa: di visitare i pupilli, e le vedove nella loro tribolazione, e di conservarsi puro da questo secolo.Religio munda et immaculata apud Deum et Patrem, haec est: visitare pupillos et viduas in tribulatione eorum, et immaculatum se custodire ab hoc saeculo.

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