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FIDES VIVA
Confronto

Romani 14

Martini e Testo greco (edizione patriarcale, 1904), versetto per versetto.

Romani 14: Martini e Testo greco (edizione patriarcale, 1904)
MartiniTesto greco (edizione patriarcale, 1904)
1Porgete la mano a colui, che è debole di fede, non disputando delle opinioni.Τὸν δὲ ἀσθενοῦντα τῇ πίστει προσλαμβάνεσθε, μὴ εἰς διακρίσεις διαλογισμῶν.
2Imperocché uno crede di mangiare qualunque cosa: quegli poi, che è debole, mangi degli erbaggi.ὃς μὲν πιστεύει φαγεῖν πάντα, ὁ δὲ ἀσθενῶν λάχανα ἐσθίει.
3Colui, che mangia, non dispregi colui, che non mangia: e colui, che non mangia, non condanni uno, che mangia: perché Dio lo ha preso per sé.ὁ ἐσθίων τὸν μὴ ἐσθίοντα μὴ ἐξουθενείτω, καὶ ὁ μὴ ἐσθίων τὸν ἐσθίοντα μὴ κρινέτω· ὁ Θεὸς γὰρ αὐτὸν προσελάβετο.
4Chi se' tu, che condanni il servo altrui? Egli sta ritto, o cade per il suo padrone: ma egli starà ritto: perché potente è Dio per sostenerlo.σὺ τίς εἶ ὁ κρίνων ἀλλότριον οἰκέτην; τῷ ἰδίῳ Κυρίῳ στήκει ἢ πίπτει· σταθήσεται δέ· δυνατὸς γάρ ἐστιν ὁ Θεὸς στῆσαι αὐτόν.
5Imperocché uno distingue tra giorno e giorno: un altro poi tutti i giorni confonde: ognuno segua il proprio parere.ὃς μὲν κρίνει ἡμέραν παρ᾽ ἡμέραν, ὃς δὲ κρίνει πᾶσαν ἡμέραν. ἕκαστος ἐν τῷ ἰδίῳ νοῒ πληροφορείσθω.
6Chi tien conto di un giorno, ne tien conto per amor del padrone. E chi mangia, mangia per il padrone: imperocché rende grazie a Dio. E chi non mangia, non mangia per il padrone, e a Dio rende grazie.ὁ φρονῶν τὴν ἡμέραν Κυρίῳ φρονεῖ, καὶ ὁ μὴ φρονῶν τὴν ἡμέραν Κυρίῳ οὐ φρονεῖ. καὶ ὁ ἐσθίων Κυρίῳ ἐσθίει· εὐχαριστεῖ γὰρ τῷ Θεῷ· καὶ ὁ μὴ ἐσθίων Κυρίῳ οὐκ ἐσθίει, καὶ εὐχαριστεῖ τῷ Θεῷ.
7Imperocché niuno di noi per se medesimo vive, e niuno per se muore.οὐδεὶς γὰρ ἡμῶν ἑαυτῷ ζῇ καὶ οὐδεὶς ἑαυτῷ ἀποθνήσκει·
8Imperocché se viviamo, viviamo per il padrone: se muoiamo, muoiamo per il padrone. O muoiamo adunque, o viviamo, siamo del padrone.ἐάν τε γὰρ ζῶμεν, τῷ Κυρίῳ ζῶμεν, ἐάν τε ἀποθνήσκωμεν, τῷ Κυρίῳ ἀποθνήσκομεν. ἐάν τε οὖν ζῶμεν ἐάν τε ἀποθνήσκωμεν, τοῦ Κυρίου ἐσμέν.
9Imperocché Cristo ed è morto, ed è risuscitato, affine di essere Signore de' vivi, e de' morti.εἰς τοῦτο γὰρ Χριστὸς καὶ ἀπέθανε καὶ ἀνέστη καὶ ἔζησεν, ἵνα καὶ νεκρῶν καὶ ζώντων κυριεύσῃ.
10Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? Ovvero perché disprezzi il tuo fratello? Imperocché tutti compariremo davanti al tribunale di Cristo.Σὺ δὲ τί κρίνεις τὸν ἀδελφόν σου; ἢ καὶ σὺ τί ἐξουθενεῖς τὸν ἀδελφόν σου; πάντες γὰρ παραστησόμεθα τῷ βήματι τοῦ Χριστοῦ.
11Conciossiachè sta scritto: Vivo io, dice il Signore, a me piegherassi ogni ginocchio; e tutte le lingue confesseranno Dio.γέγραπται γάρ· ζῶ ἐγώ, λέγει Κύριος, ὅτι ἐμοὶ κάμψει πᾶν γόνυ, καὶ πᾶσα γλῶσσα ἐξομολογήσεται τῷ Θεῷ.
12Ognun di noi adunque renderà di sé conto a Dio.ἄρα οὖν ἕκαστος ἡμῶν περὶ ἑαυτοῦ λόγον δώσει τῷ Θεῷ.
13Non ci giudichiamo adunque più gli uni gli altri: ma piuttosto vostra sentenza sia, che non ponghiate inciampo, o scandalo al fratello.Μηκέτι οὖν ἀλλήλους κρίνωμεν, ἀλλὰ τοῦτο κρίνατε μᾶλλον, τὸ μὴ τιθέναι πρόσκομμα τῷ ἀδελφῷ ἢ σκάνδαλον.
14Io so, e ho fidanza nel Signore Gesù, che non v'ha cosa impura di per se stessa, eccetto che per chi tiene, che una cosa è impura, per lui ella è impura.οἶδα καὶ πέπεισμαι ἐν Κυρίῳ Ἰησοῦ ὅτι οὐδὲν κοινὸν δι᾽ αὐτοῦ· εἰ μὴ τῷ λογιζομένῳ τι κοινὸν εἶναι, ἐκείνῳ κοινόν.
15Ma se per un cibo il tuo fratello resta conturbato, già tu non cammini secondo la carità. Non volere per il tuo cibo mandar in rovina uno, per cui è morto Cristo.εἰ δὲ διὰ βρῶμα ὁ ἀδελφός σου λυπεῖται, οὐκέτι κατὰ ἀγάπην περιπατεῖς. μὴ τῷ βρώματί σου ἐκεῖνον ἀπόλλυε, ὑπὲρ οὗ Χριστὸς ἀπέθανε.
16Non sia adunque bestemmiato il bene nostro.μὴ βλασφημείσθω οὖν ὑμῶν τὸ ἀγαθόν.
17Imperocché il regno di Dio non è cibo, e bevanda: ma giustizia, e pace, e gaudio nello Spirito santo.οὐ γάρ ἐστιν ἡ βασιλεία τοῦ Θεοῦ βρῶσις καὶ πόσις, ἀλλὰ δικαιοσύνη καὶ εἰρήνη καὶ χαρὰ ἐν Πνεύματι Ἁγίῳ·
18Imperocché chi in queste cose serve a Cristo, piace a Dio, ed è approvato dagli uomini.ὁ γὰρ ἐν τούτοις δουλεύων τῷ Χριστῷ εὐάρεστος τῷ Θεῷ καὶ δόκιμος τοῖς ἀνθρώποις.
19Attenghiamoci adunque a ciò, che giova alla pace: e osserviamo quello, che fa per la mutua edificazione.ἄρα οὖν τὰ τῆς εἰρήνης διώκωμεν καὶ τὰ τῆς οἰκοδομῆς τῆς εἰς ἀλλήλους.
20Non volere per un cibo distruggere l'opera di Dio. Tutte le cose veramente sono monde: fa però male un uomo, che mangia con iscandalo.μὴ ἕνεκεν βρώματος κατάλυε τὸ ἔργον τοῦ Θεοῦ. πάντα μὲν καθαρά, ἀλλὰ κακὸν τῷ ἀνθρώπῳ τῷ διὰ προσκόμματος ἐσθίοντι.
21Bene sta di non mangiar carne, e di non ber vino, né cosa, per cagion della quale il tuo fratello inciampa, od è scandalizzato o si indebolisce.καλὸν τὸ μὴ φαγεῖν κρέα μηδὲ πιεῖν οἶνον μηδὲ ἐν ᾧ ὁ ἀδελφός σου προσκόπτει ἢ σκανδαλίζεται ἢ ἀσθενεῖ.
22Tu hai la fede? Abbila presso di te dinanzi a Dio: beato chi non condanna se stesso in quello, che elegge.σὺ πίστιν ἔχεις; κατὰ σεαυτὸν ἔχε ἐνώπιον τοῦ Θεοῦ. μακάριος ὁ μὴ κρίνων ἑαυτὸν ἐν ᾧ δοκιμάζει.
23Ma chi fa distinzione, se mangia, è condannato; perché non secondo la fede. Or tutto quello che non è secondo la fede, è peccato.ὁ δὲ διακρινόμενος ἐὰν φάγῃ, κατακέκριται, ὅτι οὐκ ἐκ πίστεως· πᾶν δὲ ὃ οὐκ ἐκ πίστεως, ἁμαρτία ἐστίν.

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