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FIDES VIVA
Confronto

Marco 7

Martini e Testo greco (edizione patriarcale, 1904), versetto per versetto.

Marco 7: Martini e Testo greco (edizione patriarcale, 1904)
MartiniTesto greco (edizione patriarcale, 1904)
1E raunaronsi da lui i Farisei, e alcuni degli Scribi venuti da Gerusalemme.Καὶ συνάγονται πρὸς αὐτὸν οἱ Φαρισαῖοι καί τινες τῶν γραμματέων ἐλθόντες ἀπὸ Ἱεροσολύμων·
2E avendo osservato alcuni de' suoi discepoli cibarsi con mani impure, cioè senza essersele lavate, li biasimarono.καὶ ἰδόντες τινὰς τῶν μαθητῶν αὐτοῦ κοιναῖς χερσί, τοῦτ᾽ ἔστιν ἀνίπτοις, ἐσθίοντας ἄρτους, ἐμέμψαντο·
3Imperocché i Farisei, e tutti i Giudei non mangiano senza lavarsi spesso le mani, attenendosi alla tradizione de' maggiori:οἱ γὰρ Φαρισαῖοι καὶ πάντες οἱ Ἰουδαῖοι, ἐὰν μὴ πυγμῇ νίψωνται τὰς χεῖρας, οὐκ ἐσθίουσι, κρατοῦντες τὴν παράδοσιν τῶν πρεσβυτέρων·
4E quando tornano dal foro, non mangiano, se prima non si sono battezzati. E vi sono molte altre lavande, che è stato loro insegnato di osservare; de' bicchieri, degli orciuoli, de' vasi di bronzo, e dei letti.καὶ ἀπὸ ἀγορᾶς, ἐὰν μὴ βαπτίσωνται, οὐκ ἐσθίουσι· καὶ ἄλλα πολλά ἐστιν ἃ παρέλαβον κρατεῖν, βαπτισμοὺς ποτηρίων καὶ ξεστῶν καὶ χαλκίων καὶ κλινῶν·
5Or i Farisei, e gli Scribi lo interrogarono: Per qual motivo i tuoi discepoli non camminano secondo la tradizione degli antichi, e mangiano senza lavarsi le mani?ἔπειτα ἐπερωτῶσιν αὐτὸν οἱ Φαρισαῖοι καὶ οἱ γραμματεῖς· διατί οὐ περιπατοῦσιν οἱ μαθηταί σου κατὰ τὴν παράδοσιν τῶν πρεσβυτέρων, ἀλλ᾽ ἀνίπτοις χερσὶν ἐσθίουσι τὸν ἄρτον;
6Ma egli rispose, e disse loro: A ragione Isaia profetò di voi ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora colle labbra; ma il cuor loro è lungi da me.ὁ δὲ ἀποκριθεὶς εἶπεν αὐτοῖς ὅτι καλῶς προεφήτευσεν Ἡσαΐας περὶ ὑμῶν τῶν ὑποκριτῶν, ὡς γέγραπται· οὗτος ὁ λαὸς τοῖς χείλεσί με τιμᾷ, ἡ δὲ καρδία αὐτῶν πόρρω ἀπέχει ἀπ᾽ ἐμοῦ·
7Inutilmente poi mi onorano, insegnando dottrine, e comandamenti d'uomini.μάτην δὲ σέβονταί με, διδάσκοντες διδασκαλίας ἐντάλματα ἀνθρώπων.
8Imperocché, trascurati i comandamenti di Dio, siete tenaci delle tradizioni degli uomini, dei lavamenti degli orciuoli, e dei bicchieri; e molte altre cose voi fate simili a queste.ἀφέντες γὰρ τὴν ἐντολὴν τοῦ Θεοῦ κρατεῖτε τὴν παράδοσιν τῶν ἀνθρώπων, βαπτισμοὺς ξεστῶν καὶ ποτηρίων, καὶ ἄλλα παρόμοια τοιαῦτα πολλὰ ποιεῖτε.
9E diceva loro: Voi benissimo distruggete i comandamenti di Dio per osservare la vostra tradizione.καὶ ἔλεγεν αὐτοῖς· καλῶς ἀθετεῖτε τὴν ἐντολὴν τοῦ Θεοῦ ἵνα τὴν παράδοσιν ὑμῶν τηρήσητε.
10Imperocché Mosè disse: Onora il padre, e la madre. E chi maledirà il padre, o la madre, sia punito di morte.Μωϋσῆς γὰρ εἶπε· τίμα τὸν πατέρα σου καὶ τὴν μητέρα σου· καί ὁ κακολογῶν πατέρα ἢ μητέρα θανάτῳ τελευτάτω·
11Ma voi dite: Uno potrà dire al padre, o alla madre: Qualunque offerta, che io fo a Dio, gioverà a te:ὑμεῖς δὲ λέγετε· ἐὰν εἴπῃ ἄνθρωπος τῷ πατρὶ ἢ τῇ μητρί, κορβᾶν, ὅ ἐστι δῶρον, ὃ ἐὰν ἐξ ἐμοῦ ὠφεληθῇς,
12E non permettete, che egli faccia nulla per suo padre, o per la madre,καὶ οὐκέτι ἀφίετε αὐτὸν οὐδὲν ποιῆσαι τῷ πατρὶ αὐτοῦ ἢ τῇ μητρὶ αὐτοῦ,
13Violando la parola di Dio per la vostra tradizione inventata da voi: e molte cose voi fate simili a questa.ἀκυροῦντες τὸν λόγον τοῦ Θεοῦ τῇ παραδόσει ὑμῶν ᾗ παρεδώκατε· καὶ παρόμοια τοιαῦτα πολλὰ ποιεῖτε.
14E chiamata a sé nuovamente la turba, dicevale: Ascoltatemi tutti, e imparate.Καὶ προσκαλεσάμενος πάντα τὸν ὄχλον ἔλεγεν αὐτοῖς· ἀκούετέ μου πάντες καὶ συνίετε.
15Nissuna cosa vi è esteriore all'uomo, la quale entrando in esso possa renderlo immondo; ma quelle, che procedono dall'uomo, quelle sono, che rendono impuro l'uomo.οὐδέν ἐστιν ἔξωθεν τοῦ ἀνθρώπου εἰσπορευόμενον εἰς αὐτὸν ὃ δύναται αὐτὸν κοινῶσαι, ἀλλὰ τὰ ἐκπορευόμενά ἐστι τὰ κοινοῦντα τὸν ἄνθρωπον.
16Chi ha orecchie da intendere, intenda.—
17Ed entrato che egli fu nella casa sciolto dalla turba, i discepoli lo interrogarono intorno a quella parabola.Καὶ ὅτε εἰσῆλθεν εἰς οἶκον ἀπὸ τοῦ ὄχλου, ἐπηρώτων αὐτὸν οἱ μαθηταὶ αὐτοῦ περὶ τῆς παραβολῆς.
18Ed egli disse loro: Anche voi adunque siete tanto ignoranti? Non intendete, che tutto quello, che di fuora entra nell'uomo, non può renderlo impuro?καὶ λέγει αὐτοῖς· οὕτω καὶ ὑμεῖς ἀσύνετοί ἐστε; οὔπω νοεῖτε ὅτι πᾶν τὸ ἔξωθεν εἰσπορευόμενον εἰς τὸν ἄνθρωπον οὐ δύναται αὐτὸν κοινῶσαι;
19Perché non entra nel cuore di lui; ma passa nel ventre, donde va nel secesso, lo spurgo di tutti i cibi.ὅτι οὐκ εἰσπορεύεται αὐτοῦ εἰς τὴν καρδίαν, ἀλλ᾽ εἰς τὴν κοιλίαν, καὶ εἰς τὸν ἀφεδρῶνα ἐκπορεύεται, καθαρίζον πάντα τὰ βρώματα.
20Ma quello, diceva egli, che esce dall'uomo, rende immondo l'uomo.ἔλεγε δὲ ὅτι τὸ ἐκ τοῦ ἀνθρώπου ἐκπορευόμενον, ἐκεῖνο κοινοῖ τὸν ἄνθρωπον.
21Imperocché dal di dentro, dal cuore degli uomini procedono i cattivi pensieri, gli adulterii, le fornicazioni, gli omicidii,ἔσωθεν γὰρ ἐκ τῆς καρδίας τῶν ἀνθρώπων οἱ διαλογισμοὶ οἱ κακοὶ ἐκπορεύονται, μοιχεῖαι, πορνεῖαι, φόνοι,
22I furti, le avarizie, le malvagità, le frodi, le impudicizie, l'invidia, le bestemmie, la superbia, la stoltezza.κλοπαί, πλεονεξίαι, πονηρίαι, δόλος, ἀσέλγεια, ὀφθαλμὸς πονηρός, βλασφημία, ὑπερηφανία, ἀφροσύνη·
23Tutti questi mali procedono dal di dentro, e impuro rendono l'uomo.πάντα ταῦτα τὰ πονηρὰ ἔσωθεν ἐκπορεύεται καὶ κοινοῖ τὸν ἄνθρωπον.
24Indi partitosi, se ne andò ai confini di Tiro, e di Sidone: ed entrato in una casa, non voleva che nissun lo sapesse; ma non potè star celato.Καὶ ἐκεῖθεν ἀναστὰς ἀπῆλθεν εἰς τὰ μεθόρια Τύρου καὶ Σιδῶνος. καὶ εἰσελθὼν εἰς οἰκίαν οὐδένα ἤθελε γνῶναι, καὶ οὐκ ἠδυνήθη λαθεῖν.
25Imperocché una donna, la figliuola di cui era posseduta dallo spirito immondo, avendo sentito parlar di lui, andò a gettarsi a' suoi piedi.ἀκούσασα γὰρ γυνὴ περὶ αὐτοῦ, ἧς εἶχε τὸ θυγάτριον αὐτῆς πνεῦμα ἀκάθαρτον, ἐλθοῦσα προσέπεσε πρὸς τοὺς πόδας αὐτοῦ·
26Ella era Gentile, e Sirofenice di nazione. E lo supplicava, che scacciasse il Demonio dalla sua figliuola.ἡ δὲ γυνὴ ἦν Ἑλληνίς, Συροφοινίκισσα τῷ γένει· καὶ ἠρώτα αὐτὸν ἵνα τὸ δαιμόνιον ἐκβάλῃ ἐκ τῆς θυγατρὸς αὐτῆς.
27Ma Gesù dissele: Lascia, che prima si satollino i figliuoli: imperocché non è ben fatto di prendere il pan de' figliuoli, e gettarlo a' cani.ὁ δὲ Ἰησοῦς εἶπεν αὐτῇ· ἄφες πρῶτον χορτασθῆναι τὰ τέκνα· οὐ γάρ ἐστι καλὸν λαβεῖν τὸν ἄρτον τῶν τέκνων καὶ τοῖς κυναρίοις βαλεῖν.
28Ma quella rispose, e dissegli: Sì, Signore: imperocché anche i cagnuolini mangiano sotto la tavola i minuzzoli de' figliuoli.ἡ δὲ ἀπεκρίθη καὶ λέγει αὐτῷ· ναί, Κύριε· καὶ τὰ κυνάρια ὑποκάτω τῆς τραπέζης ἐσθίουσιν ἀπὸ τῶν ψιχίων τῶν παιδίων.
29Ed egli le disse: Per questa parola va': il Demonio è uscito dalla tua figlia.καὶ εἶπεν αὐτῇ· διὰ τοῦτον τὸν λόγον ὕπαγε· ἐξελήλυθε τὸ δαιμόνιον ἐκ τῆς θυγατρός σου.
30Ed ella ritornata a casa sua, trovò la fanciulla, che giaceva sul letto, e che il Demonio se n'era partito.καὶ ἀπελθοῦσα εἰς τὸν οἶκον αὐτῆς εὗρε τὸ παιδίον βεβλημένον ἐπὶ τὴν κλίνην καὶ τὸ δαιμόνιον ἐξεληλυθός.
31E tornato indietro dai confini di Tiro, andò per Sidone verso il mare di Galilea, traversando il territorio della Decapoli.Καὶ πάλιν ἐξελθὼν ἐκ τῶν ὁρίων Τύρου καὶ Σιδῶνος ἦλθε πρὸς τὴν θάλασσαν τῆς Γαλιλαίας ἀνὰ μέσον τῶν ὁρίων Δεκαπόλεως.
32E gli fu presentato un uomo sordo, e mutolo, e lo supplicarono a imporgli la mano.καὶ φέρουσιν αὐτῷ κωφὸν μογιλάλον καὶ παρακαλοῦσιν αὐτὸν ἵνα ἐπιθῇ αὐτῷ τὴν χεῖρα.
33Ed egli, trattolo in disparte dalla folla, gli mise le sue dita nelle orecchie, e collo sputo toccò la sua lingua:καὶ ἀπολαβόμενος αὐτὸν ἀπὸ τοῦ ὄχλου κατ᾽ ἰδίαν ἔβαλε τοὺς δακτύλους αὐτοῦ εἰς τὰ ὦτα αὐτοῦ, καὶ πτύσας ἥψατο τῆς γλώσσης αὐτοῦ,
34E alzati gli occhi verso del cielo, sospirò, e dissegli: Ephphetha, che vuol dire, apriti.καὶ ἀναβλέψας εἰς τὸν οὐρανὸν ἐστέναξε καὶ λέγει αὐτῷ· ἐφφαθά, ὅ ἐστι διανοίχθητι.
35E immediatamente se gli aprirono le orecchie, e si sciolse il nodo della sua lingua, e parlava distintamente.καὶ εὐθέως διηνοίχθησαν αὐτοῦ αἱ ἀκοαὶ καὶ ἐλύθη ὁ δεσμὸς τῆς γλώσσης αὐτοῦ, καὶ ἐλάλει ὀρθῶς.
36Ed egli ordinò loro di non dir ciò a nissuno. Ma per quanto loro lo comandasse, tanto più lo celebravano:καὶ διεστείλατο αὐτοῖς ἵνα μηδενὶ εἴπωσιν· ὅσον δὲ αὐτὸς αὐτοῖς διεστέλλετο, μᾶλλον περισσότερον ἐκήρυσσον.
37E tanto più ne restavano ammirati, e dicevano: Ha fatto bene tutte le cose: ha fatto, che odano i sordi, e i mutoli favellino.καὶ ὑπερπερισσῶς ἐξεπλήσσοντο λέγοντες· καλῶς πάντα πεποίηκε· καὶ τοὺς κωφοὺς ποιεῖ ἀκούειν καὶ τοὺς ἀλάλους λαλεῖν.

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