
Martini
Galati 3
Siccome ad Abramo, così anche ai posteri lo Spirito santo è stato dato non per le opere della legge, ma per la fede in Cristo. Coloro, che sono sudditi della legge, sono maledetti, perché niuno osserva la legge; ma questa maledizione Cristo la prese sopra di sé per liberarne noi; le promesse fatte ad Abramo si adempiono mediante la fede, benché frattanto fosse data qual pedagogo la legge, la quale non poteva giustificare.
1O Galati mentecatti, chi vi ha affascinati talmente, che non ubbidiate alla verità voi, dinanzi agli occhi de' quali fu già dipinto Gesù Cristo, tra voi crocifisso? 2Questo solo bramo di imparar da voi: avete voi ricevuto lo Spirito per le opere della legge, o per l'ubbidienza alla fede? 3Siete tanto stolti, che avendo principiato collo Spirito, finite ora colla carne? 4Avete patito tanto senza ragione? Se però senza ragione, 5Chi adunque dà a voi lo Spirito, e opera tra voi i miracoli, lo fa egli per le opere della legge, o per l'ubbidienza alla fede? 6Come sta scritto: Abramo credette a Dio, e gli fu imputato a giustizia. 7Intendete adunque, che quelli, che sono della fede, son figliuoli di Abramo. 8Ma la Scrittura prevedendo in futuro, come Dio era per giustificare i Gentili per mezzo della fede, anticipatamente evangelizzò ad Abramo: saranno in te benedette tutte le genti. 9Quelli adunque, che sono per la fede, saranno benedetti con Abramo fedele. 10Imperocché tutti quelli, che sono per le opere della legge, sono sotto la maledizione. Imperocché sta scritto: maledetto chiunque non si terrà fermo a tutte quelle cose, che sono scritte nel libro della legge per adempierle. 11Che poi nissuno sia giustificato appresso Dio, per mezzo della legge, è manifesto, dapoichè il giusto vive per la fede. 12Or la legge non è per la fede, ma chi farà quelle cose, avrà vita per esse. 13Cristo ci ha redenti dalla maledizione della legge divenuto per noi maledizione: perché sta scritto: maledetto chiunque pende sul legno: 14Affinché alle genti pervenisse la benedizione di Abramo in Cristo Gesù, affinché noi ricevessimo la promessa dello Spirito per mezzo della fede. 15Fratelli (io parlo da uomo) a un testamento benché di uomo, autenticato che è, nissuno dà di bianco, o vi aggiunge. 16Ad Abramo furono annunziate le promesse, e al seme di lui. Non dice: e ai semi, come ai molti: ma come ad uno: e al seme tuo, il quale è Cristo. 17Or io dico così: il testamento confermato da Dio non è renduto vano da quella legge, che fu fatta quattrocento, e trenta anni dopo, talmente che abolita sia la promessa. 18Imperocché se l'eredità è per la legge, già non è ella più per la promessa. Ma Dio gratificò Abramo per mezzo della promessa.
19A che adunque la legge? Fu ella aggiunta a causa delle trasgressioni per fino a tanto che venisse quel seme, cui era stata fatta la promessa, ed era stata intimata per ministero degli Angeli in mano del mediatore. 20Ma il mediatore non è di un solo: e Dio è uno. 21La legge adunque è ella contro le promesse di Dio? Mai no. Imperocché se fosse stata data una legge, che potesse vivificare, dalla legge sarebbe veramente la giustizia. 22Ma la Scrittura tutto chiuse sotto il peccato, affinché la promessa fosse data a' credenti mediante la fede di Gesù Cristo. 23Ma avanti che venisse la fede eravamo custoditi sotto la legge, chiusi in espettazione di quella fede, che doveva essere rivelata. 24Fu adunque la legge il nostro pedagogo per condurci a Cristo, affinché fossimo giustificati per la fede. 25Ma venuta la fede, non siamo già più sotto pedagogo. 26Imperocché tutti siete figliuoli di Dio per la fede in Cristo Gesù. 27Conciossiachè tutti voi, che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. 28Non v'ha Giudeo, né Greco, né servo, né libero, non v'ha maschio, né femmina. Imperocché tutti voi siete un solo in Cristo Gesù. 29Che se voi siete di Cristo: dunque siete seme di Abramo, eredi secondo la promessa.
