
Martini
Efesini 5
Gli esorta a imitare Cristo, tenendosi lontani da ogni vizio, e scelleraggine, e occupandosi nelle buone opere. Le mogli siano soggette a' mariti; i mariti amino le mogli, come Cristo amò la chiesa.
1Siate adunque imitatori di Dio, come figliuoli benamati: 2E camminate nell'amore, conforme anche Cristo ha amato noi, e ha dato per noi se stesso a Dio oblazione, e ostia di soave odore. 3E non si senta neppur nominare tra voi fornicazione o qualsisia impurità o avarizia, come ai santi si conviene: 4Né oscenità, né sciocchi discorsi o buffonerie, che son cose indecenti; ma piuttosto il rendimento di grazie. 5Imperocché voi siete intesi, come nissun fornicatore o impudico, o avaro, che vuol dire idolatra, sarà erede nel regno di Cristo e di Dio. 6Niuno vi seduca con vane parole: imperocché per tali cose viene l'ira di Dio sopra i figliuoli contumaci. 7Non vogliate adunque aver società con essi. 8Conciossiachè una volta eravate tenebre: ma adesso luce nel Signore. Camminate da figliuoli della luce: 9Or il frutto della luce consiste in ogni specie di bontà, nella giustizia e nella verità: 10Disaminando voi quello, che sia accetto al Signore: 11E non vogliate aver parte alle opere infruttuose delle tenebre, che anzi riprendetele. 12Imperocché le cose, che da coloro si fanno di nascosto, sono obbrobriose anche a dirsi. 13Ma tutte le cose, che sono da riprovarsi, son messe in chiaro dalla luce: da poiché tutto quello che manifesta (le cose), è luce. 14Per la qual cosa dice: levati su tu, che dormi, e risuscita da morte, e Cristo ti illuminerà. 15Badate adunque, o fratelli, di camminar cautamente: non da stolti, 16Ma da prudenti: ricomperando il tempo: perché i giorni sono cattivi. 17Per questo non siate imprudenti: ma intelligenti de' voleri di Dio. 18E non vi ubbriacate col vino, nel quale è lussuria: ma siate ripieni di Spirito santo, 19Parlando tra di voi con salmi, e inni, e canzoni spirituali, cantando e salmeggiando coi vostri cuori al Signore, 20Rendendo sempre grazie per ogni qualunque cosa a Dio e Padre nel nome del Signor nostro Gesù Cristo:
21Subordinati gli uni agli altri nel timore di Cristo. 22Le donne siano soggette a' loro mariti, come al Signore: 23Conciossiachè l'uomo è capo della donna: come Cristo è capo della Chiesa; ed egli è salvatore del corpo suo. 24Quindi siccome la Chiesa è soggetta a Cristo, così ancora le donne a' loro mariti in tutto. 25Uomini, amate le vostre mogli, come anche Cristo amò la chiesa, e diede per lei se stesso, 26Affine di santificarla mondandola colla lavanda di acqua mediante la parola di vita, 27Per farsi comparir davanti la Chiesa vestita di gloria, senza macchia, e senza grinza, od altra tal cosa; ma che sia santa, ed immacolata. 28Così anche i mariti amar debbono le loro mogli, come i corpi propri. Chi ama la propria moglie ama se stesso. 29Conciossiachè nissuno odiò mai la propria carne, ma la nudrisce, e ne tien conto, come fa pur Cristo della Chiesa: 30Perché siamo membra del corpo di lui, della carne di lui, e delle ossa di lui. 31Per questo l'uomo abbandonerà il padre, e la madre sua, e starà unito alla sua moglie: e i due saranno una carne. 32Questo sacramento è grande, io però parlo riguardo a Cristo, ed alla Chiesa. 33Per la qual cosa anche ognuno di voi ami la propria moglie, come se stesso: la moglie poi rispetti il marito.
